Crans-Montana, 11 gennaio 2026 – Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, ha ammesso davanti agli inquirenti che la porta d’emergenza era chiusa a chiave la notte dell’incendio. È un dettaglio che emerge dai verbali dell’interrogatorio, diffusi nelle ultime ore, e che getta nuova luce sulla gestione della sicurezza nel club dove, tra il 4 e il 5 gennaio, ha perso la vita una giovane cameriera di 24 anni e decine di persone sono rimaste ferite.
La porta d’emergenza chiusa: la ricostruzione della tragedia
Dai verbali, visionati anche da Bfmtv e ricostruiti dal Corriere della Sera, emerge che Moretti ha raccontato agli investigatori che l’uscita di sicurezza “era chiusa e bloccata dall’interno con un chiavistello”. Solo dopo aver forzato la porta si è trovato davanti a una scena drammatica: “C’erano decine di feriti e una persona morta sul pavimento”. La vittima era una giovane cameriera del locale. Il racconto si fa più intenso quando parla Jessica Moretti, moglie di Jacques e anch’essa indagata. “Ho visto le fiamme arancioni in un angolo del bar – ha detto – e ho subito urlato ‘uscite tutti’”. Era circa l’1:28 quando Jessica ha chiamato i vigili del fuoco e suo marito: “Gli ho detto ‘c’è il fuoco al Constel, vieni subito’. Ero nel panico totale”.
Affollamento improvviso e caos nell’evacuazione
La sera dell’incendio, secondo Jessica, il locale era quasi vuoto all’inizio. “A mezzanotte c’era pochissima gente”, ha spiegato. Poi, in poco tempo, la folla è cresciuta in modo esponenziale: “La gente aumentava a dismisura, le bottiglie giravano di tavolo in tavolo”. Questo improvviso affollamento ha complicato l’evacuazione. Jessica ha detto di essere riuscita a salire senza problemi la stretta e ripida scalinata – proprio quella dove molti clienti sono rimasti bloccati nella calca – per poi attraversare la veranda e gridare anche all’addetto alla sicurezza di far uscire tutti.
Controlli, bottiglie scintillanti e minorenni nel locale
Durante l’interrogatorio, Jacques Moretti ha difeso i lavori fatti al locale dopo averlo acquistato nel 2015: “L’ho ristrutturato tutto, dalla A alla Z”. Sui controlli antincendio, ha detto che il Comune aveva effettuato “due o tre ispezioni” in dieci anni senza mai chiedere modifiche. Su questo punto gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione. Si è parlato anche delle bottiglie con scintille pirotecniche, spesso usate nei locali per dare spettacolo. “Duravano 30-40 secondi, il tempo di portarle dal bar al tavolo. Non lasciavamo mai che i clienti le toccassero”, ha spiegato Jessica. Una volta spente, venivano messe in un bicchiere d’acqua. Riguardo ai camerieri che mostravano le bottiglie ai clienti, Jessica ha precisato: “Non era una cosa fatta sempre. Non li ho mai fermati, ma neanche obbligati”.
Un altro problema riguarda la presenza di minorenni nel locale. Secondo Jessica, alcuni sarebbero entrati usando documenti falsi o altri trucchi per bypassare i controlli all’ingresso.
L’inchiesta si allarga: rischio coinvolgimento del Comune
Nel frattempo l’inchiesta potrebbe allargarsi fino a coinvolgere il Comune di Crans-Montana. Secondo Repubblica e fonti locali, nelle prossime settimane alcuni funzionari potrebbero ricevere avvisi di garanzia. Gli investigatori vogliono evitare che vengano manomesse le prove o che si eserciti pressione su dipendenti pubblici e ditte esterne coinvolte nei controlli. La vice sindaco Nicole Bonvine Clivaz – responsabile del suolo pubblico e titolare dell’Amadeus Bar – ha ammesso pubblicamente le carenze nei controlli: “Abbiamo recuperato tutti gli archivi, consegnato i documenti che raccontano sessant’anni di storia del locale”, ha detto.
La nuova legge edilizia e le responsabilità in bilico
C’è poi un aspetto normativo che potrebbe pesare sul corso dell’inchiesta. Dal 1° gennaio 2026, nel Canton Vallese è entrata in vigore una revisione della legge edilizia con un nuovo articolo – il 37 – che esclude la responsabilità dell’autorità competente per i danni causati da violazioni commesse dai committenti o dai loro rappresentanti. Una norma che, secondo quanto riportato da Blick e ripreso da Libero, potrebbe alleggerire il Comune da eventuali responsabilità civili per la tragedia al Le Constellation. Per ora restano sotto osservazione le posizioni dei Moretti e dei funzionari comunali. L’inchiesta va avanti mentre tutta la comunità di Crans-Montana aspetta risposte chiare sulle cause di questa tragedia.
