Città del Vaticano, 11 gennaio 2026 – Papa Francesco ha lanciato oggi un nuovo appello per la pace in Medio Oriente e in Ucraina, durante l’Angelus in Piazza San Pietro. Di fronte a migliaia di fedeli sotto il cielo limpido di Roma, il Pontefice ha mostrato tutta la sua preoccupazione per le vittime degli ultimi scontri e ha chiesto alla comunità internazionale di non abbandonare la via del dialogo.
Il Papa: “Dialogo e pace per Iran e Siria”
“Il mio pensiero va a quanto sta succedendo in Medio Oriente, soprattutto in Iran e Siria, dove le tensioni continuano a far morire molte persone”, ha detto Francesco, con una voce ferma ma segnata dalla commozione. Era poco dopo mezzogiorno, e la piazza era ancora piena di pellegrini arrivati da ogni angolo del mondo. Il Papa ha invitato a coltivare “con pazienza il dialogo e la pace, cercando il bene di tutti”. Un appello che arriva in un momento delicato: nelle ultime settimane, fonti Onu hanno segnalato nuovi scontri tra milizie e forze governative sia in Siria sia in alcune province iraniane.
Ucraina nel mirino: emergenza freddo e blackout
Non solo il Medio Oriente. Papa Francesco ha rivolto un pensiero anche all’Ucraina, dove i combattimenti non si fermano. “Attacchi gravi, soprattutto contro le infrastrutture energetiche, colpiscono duramente la popolazione civile proprio mentre il freddo si fa più intenso”, ha spiegato. La situazione nel Paese resta critica: secondo i dati diffusi ieri dal Ministero dell’Energia ucraino, almeno 1,2 milioni di persone nelle regioni di Kharkiv e Dnipro sono rimaste senza elettricità dopo i raid notturni. Le temperature, già sotto zero da giorni, peggiorano la vita di chi abita nelle zone più vulnerabili.
Preghiera per le vittime e appello ai governi
“Prego per chi soffre e rinnovo l’appello a fermare le violenze e a intensificare gli sforzi per la pace”, ha detto il Papa, stringendo il foglio con gli appunti per l’Angelus. In piazza c’è chi ha applaudito e chi è rimasto in silenzio. Un gruppo di giovani ucraini, riconoscibili dalle bandiere gialloblu, ha mostrato uno striscione scritto a mano: “Grazie per non dimenticarci”. La Santa Sede – fanno sapere fonti vaticane – segue con attenzione gli sviluppi sia in Medio Oriente sia in Ucraina, mantenendo contatti costanti con le rappresentanze diplomatiche dei Paesi coinvolti.
Un Angelus carico di preoccupazione
L’atmosfera durante l’Angelus è stata segnata da una certa tensione. Alcuni presenti hanno raccontato di aver visto il Papa “più serio del solito”, quasi perso nei suoi pensieri. “Si sentiva la sua preoccupazione”, ha detto suor Maria Teresa, arrivata da Napoli con un gruppo di parrocchiani. Nei giorni scorsi, anche il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin aveva espresso “profonda inquietudine” per l’aumento delle violenze in Siria e Iran, sottolineando l’urgenza di “soluzioni negoziate”.
La diplomazia vaticana in prima linea
Non è la prima volta che Papa Francesco parla pubblicamente dei conflitti in corso. Già a dicembre aveva chiesto una tregua natalizia in Ucraina e un cessate il fuoco immediato in Siria. Dietro le quinte, la diplomazia vaticana – spiegano fonti della Segreteria di Stato – continua a lavorare per favorire incontri tra le parti e sostenere iniziative umanitarie. “Il Papa non si ferma alle parole”, spiega monsignor Angelo Becciu, “cerca sempre di aprire canali di dialogo, anche quando tutto sembra bloccato”.
Intanto, in Piazza San Pietro, la folla si è dispersa lentamente dopo la benedizione finale. Restano le parole di Francesco: un richiamo alla responsabilità di tutti e la speranza che il nuovo anno porti segnali concreti di pace nei territori segnati dalla guerra.
