Copenaghen, 11 gennaio 2026 – Nei giorni scorsi, i governi dei Paesi nordici hanno smentito con decisione le affermazioni di Donald Trump sulle presunte attività militari di Russia e Cina vicino alla Groenlandia. A riferirlo è il Financial Times, che cita fonti diplomatiche scandinave con accesso diretto ai rapporti dell’intelligence Nato. “Negli ultimi anni non sono state avvistate navi o sottomarini russi e cinesi in quella zona”, hanno spiegato, sottolineando come le notizie circolate negli Stati Uniti non trovino conferma nei dati ufficiali.
Trump lancia l’allarme, i Paesi nordici frenano
L’ex presidente americano ha parlato a una radio conservatrice statunitense, sostenendo che “Mosca e Pechino stanno aumentando la loro presenza militare vicino alla Groenlandia”. Parole che hanno subito fatto scattare l’attenzione nelle capitali nordiche, da Oslo a Copenaghen, passando per Stoccolma e Helsinki. Il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide, in un’intervista alla tv pubblica NRK, ha risposto chiaro: “Non è vero che ci siano molte operazioni russe o cinesi attorno alla Groenlandia”. Ha aggiunto che “qualche attività c’è, ma molto lontano da lì”, riferendosi soprattutto alle acque artiche più vicine alla Norvegia.
Cosa dicono i dati dell’intelligence Nato
Fonti Nato con accesso ai dossier riservati spiegano che negli ultimi anni non si sono registrati movimenti importanti di navi o sottomarini russi e cinesi intorno alla Groenlandia. I radar e i sistemi di sorveglianza alleati – riferiscono diplomatici danesi – mostrano una presenza stabile e sotto controllo, senza segnali di manovre sospette o tensioni crescenti. “I nostri report sono chiari: nessuna traccia recente di attività militari russe o cinesi in quella zona”, ha ribadito un alto funzionario scandinavo, che ha chiesto di restare anonimo per la delicatezza del tema.
Groenlandia, una pedina chiave per la sicurezza atlantica
La Groenlandia, territorio autonomo legato alla Danimarca, è da tempo un punto strategico per la sicurezza dell’Atlantico nord. Qui si trova la base americana di Thule, con radar e installazioni militari fondamentali per la difesa missilistica Nato. Nonostante ciò, secondo le autorità di Copenaghen la situazione è sotto controllo. “Seguiamo la regione artica con attenzione”, ha detto un portavoce del ministero della Difesa danese, “ma finora non abbiamo visto anomalie collegate a Russia o Cina”.
Il vero scenario geopolitico nell’Artico
Negli ultimi anni l’Artico è tornato al centro del dibattito internazionale, soprattutto per le nuove rotte commerciali e le risorse naturali ancora poco esplorate. Ma, secondo gli esperti nordici, le tensioni si concentrano soprattutto in aree più vicine alla penisola di Kola e al Mare di Barents, dove la presenza russa è storica. “Oggi la Groenlandia non è un luogo di scontro diretto tra grandi potenze”, ha spiegato un diplomatico svedese, citando i dati dell’intelligence Nato.
Reazioni in Europa e cosa aspettarsi
Le parole di Trump hanno provocato reazioni moderate anche tra gli alleati europei. A Bruxelles, fonti Nato confermano che “l’Artico viene monitorato con attenzione”, ma invitano a evitare allarmismi basati su informazioni non verificate. Nel frattempo, i governi nordici ribadiscono l’importanza di restare vigili senza alimentare paure inutili. “La sicurezza dell’Artico è una priorità”, ha concluso il ministro Eide, “ma bisogna guardare ai fatti, non alle impressioni”.
Per ora, la posizione ufficiale dei Paesi nordici è chiara e compatta: non ci sono prove concrete di una presenza militare russa o cinese vicino alla Groenlandia. E la sorveglianza, assicurano da Oslo e Copenaghen, continuerà senza sosta.
