Bologna: il Tar ribalta la decisione sulla ‘Città 30’

Bologna: il Tar ribalta la decisione sulla 'Città 30'

Bologna: il Tar ribalta la decisione sulla 'Città 30'

Matteo Rigamonti

Gennaio 20, 2026

Bologna, 20 gennaio 2026 – Il Tar dell’Emilia-Romagna ha dato ragione oggi ai tassisti bolognesi, annullando il provvedimento con cui il Comune di Bologna aveva introdotto la cosiddetta “Città 30”. Di fatto, sono stati cancellati il piano del traffico urbano e le ordinanze che imponevano il limite di 30 km/h in molte zone della città. Una sentenza che arriva dopo mesi di tensioni e polemiche, soprattutto tra chi lavora nel trasporto pubblico e i residenti coinvolti.

Tassisti vincono al Tar: stop al limite dei 30 km/h

La storia parte nei primi mesi del 2025, quando l’amministrazione guidata dal sindaco Matteo Lepore aveva varato il limite di velocità in vaste aree urbane, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e ridurre l’inquinamento. Ma i tassisti, rappresentati da sigle come Cotabo e Taxi Bologna 3570, avevano subito detto no, definendo la misura “un colpo duro per chi lavora sulle strade”.

Questa mattina il Tar ha annullato sia il piano dettagliato sia le ordinanze che avevano imposto il limite a 30 km/h. Restano invece validi eventuali altri provvedimenti che il Comune potrà prendere in futuro. “Siamo soddisfatti – ha commentato Marco Benassi, portavoce dei tassisti – perché quella decisione era stata presa senza un vero confronto con chi lavora ogni giorno in strada”.

Le ragioni del Tar: troppo poco dialogo con chi è coinvolto

Nel documento che spiega la sentenza, il Tribunale amministrativo regionale sottolinea come il Comune non abbia coinvolto a dovere le categorie più toccate dalla nuova regolamentazione. Manca, si legge, un’analisi approfondita sugli effetti economici e sociali del provvedimento. “Non si può cambiare così tanto senza ascoltare chi vive la strada ogni giorno”, si legge nel testo.

Il piano annullato prevedeva di estendere il limite di 30 km/h a circa il 70% delle vie cittadine, escludendo solo le arterie principali come viale Aldo Moro e via Stalingrado. L’obiettivo dell’amministrazione era chiaro: meno incidenti e meno polveri sottili. Ma per i tassisti la misura ha portato “rallentamenti insopportabili” e una perdita nei guadagni.

Comune e tassisti: reazioni a caldo

La notizia è arrivata a Palazzo d’Accursio poco dopo le 10. Il sindaco Lepore ha subito convocato una riunione con l’assessore alla Mobilità, Valentina Orioli. “Rispettiamo la decisione del Tar – ha detto Orioli – ma restiamo convinti che la sicurezza stradale resti una priorità. Vedremo come muoverci nel rispetto della sentenza”.

Dall’altra parte, davanti al Tar in via Riva Reno, i tassisti hanno festeggiato. “Questa è una vittoria per chi lavora e per chi si muove in città ogni giorno”, ha detto Andrea Galli, autista da oltre vent’anni. Qualcuno tra i residenti, però, è preoccupato per un possibile ritorno a una circolazione più veloce nelle strade secondarie. “Temiamo che torni il caos di prima”, ha detto una donna di San Donato.

Cosa succederà ora alla mobilità in città

L’annullamento del piano non chiude del tutto la questione. Il Tar ha lasciato la porta aperta a nuovi provvedimenti, purché il Comune coinvolga di più le categorie interessate e faccia un’analisi dettagliata prima di agire. Secondo fonti vicine all’amministrazione, si sta già lavorando a una versione riveduta della “Città 30”, con limiti più calibrati e un dialogo più aperto con chi lavora in strada.

Intanto, nei prossimi giorni saranno tolti i cartelli con il limite dei 30 km/h nelle zone interessate. La polizia municipale ha fatto sapere che verificherà caso per caso le multe fatte finora.

A Bologna, la questione della mobilità resta aperta. Si cerca un equilibrio tra sicurezza, ambiente e diritti di chi lavora. Non un compito facile, come dimostra questa sentenza – almeno per ora – davanti ai giudici amministrativi.