Reggio Calabria, 20 gennaio 2026 – Nei giorni scorsi, una donna di Reggio Calabria si è presentata al pronto soccorso del Grande Ospedale Metropolitano con una tosse che non accennava a passare e dolori al petto. I sintomi erano peggiorati nel tempo, tanto da spingerla a cercare aiuto. Dopo vari accertamenti, tra cui una Tac al torace, è emersa una scoperta sorprendente: nel polmone destro della paziente era rimasto incastrato un cacciavite odontoiatrico, inalato per errore qualche giorno prima.
Cacciavite nel polmone: la scoperta che ha lasciato tutti di stucco
Il personale sanitario ha raccontato che la donna – la cui identità resta riservata – si era rivolta al pronto soccorso perché la tosse non passava e il dolore sul lato destro del petto cresceva di intensità. Gli esami hanno mostrato un oggetto metallico nel polmone destro, insieme a una quantità anomala di aria nello spazio pleurico. Solo allora è stato possibile capire cosa fosse quel corpo estraneo: un piccolo cacciavite odontoiatrico.
Come sia finito lì dentro, però, resta un mistero. Dall’ospedale non hanno voluto entrare nei dettagli: “Per motivi di privacy non possiamo fornire altre informazioni”, hanno spiegato fonti interne.
Intervento d’urgenza e recupero senza problemi
Subito dopo la diagnosi, la donna è stata ricoverata e operata con un’estrazione broncoscopica d’urgenza. L’équipe del Grande Ospedale Metropolitano ha rimosso il cacciavite senza difficoltà. “Il decorso post-operatorio è andato bene”, ha detto il dottor Massimo Caracciolo, responsabile della terapia intensiva post operatoria, che ha seguito la paziente nei giorni successivi all’intervento.
La donna è stata dimessa in buone condizioni. “Ha reagito bene alle cure e non ha riportato danni permanenti”, si legge nel comunicato dell’ospedale. Un caso insolito che ha attirato l’attenzione anche tra i medici della struttura.
Le foto del cacciavite e il silenzio sulla dinamica
Il Grande Ospedale Metropolitano ha diffuso le immagini del cacciavite odontoiatrico estratto dal polmone della paziente. Le foto mostrano chiaramente lo strumento metallico, lungo pochi centimetri, che era rimasto incastrato nelle vie respiratorie. Un particolare che ha colpito anche i medici che hanno eseguito l’intervento.
Sul come sia avvenuto l’incidente, però, resta il massimo riserbo. Nessuna spiegazione ufficiale sulle circostanze dell’inalazione. Le prime ipotesi parlano di un possibile episodio durante una visita odontoiatrica o in casa, ma per ora non ci sono conferme.
La parola ai medici: un caso raro ma da non sottovalutare
“Non è un caso comune, ma nemmeno unico”, ha detto uno dei chirurghi che ha partecipato all’operazione. “Piccoli oggetti possono essere inalati per sbaglio, soprattutto durante procedure mediche o momenti di distrazione”. La rapidità con cui si è arrivati alla diagnosi e all’intervento è stata decisiva per evitare problemi seri.
L’ospedale lancia anche un avvertimento: “Se dopo un episodio sospetto si hanno tosse persistente e dolore al petto, è importante rivolgersi subito a un medico”. Solo così si possono prevenire rischi per la salute.
Questo caso, arrivato da Reggio Calabria, resta emblematico per la sua particolarità e per il buon esito dell’operazione. La paziente, ormai fuori pericolo, ha lasciato l’ospedale ringraziando l’équipe che l’ha assistita.
