Disoccupazione nel Regno Unito: il governo affronta una nuova sfida dopo 5 anni di picco

Disoccupazione nel Regno Unito: il governo affronta una nuova sfida dopo 5 anni di picco

Disoccupazione nel Regno Unito: il governo affronta una nuova sfida dopo 5 anni di picco

Matteo Rigamonti

Gennaio 20, 2026

Londra, 20 gennaio 2026 – Il tasso di disoccupazione nel Regno Unito resta fermo al 5,1% nel trimestre chiuso a novembre 2025. È quanto emerge dai dati pubblicati oggi dall’Office for National Statistics (ONS), l’ente britannico che monitora l’economia. Un livello che non si vedeva da cinque anni e che, per molti, è un campanello d’allarme per il governo guidato da Keir Starmer, alle prese con crescenti dubbi sull’andamento dell’economia.

Disoccupazione ferma, governo sotto pressione

Il dato, diffuso questa mattina, conferma una tendenza che va avanti da mesi. Il tasso di disoccupazione si mantiene alto, nonostante le promesse di rilancio economico fatte dall’esecutivo laburista. A un anno e mezzo dall’arrivo di Starmer a Downing Street, le critiche si fanno più forti. “La situazione preoccupa, soprattutto i giovani e chi cerca il primo lavoro”, spiega un funzionario del Ministero del Lavoro, che ha chiesto di restare anonimo.

Per gli esperti della City, la situazione riflette le incertezze nate dalla recente manovra finanziaria d’autunno, presentata a novembre dalla cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves. Una manovra giudicata da molti “troppo prudente”, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti pubblici e le misure per la crescita.

Salari privati in calo, pubblico in controtendenza

Non è solo la disoccupazione a preoccupare. L’ONS segnala un rallentamento nella crescita dei salari nel settore privato, scesi ai livelli più bassi dal 2020. Nel frattempo, nel settore pubblico gli stipendi continuano a salire, anche se lentamente. “Il divario tra pubblico e privato si sta allargando”, sottolinea Liz McKeown, direttrice del dipartimento di statistiche economiche dell’ONS.

McKeown spiega che “la debolezza dei salari nel privato rispecchia la prudenza delle imprese, ancora alle prese con costi alti e una domanda interna incerta”. Nel frattempo, i sindacati chiedono al governo di intervenire con misure più forti per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e rilanciare i consumi.

Politica economica sotto osservazione

A pesare sul quadro generale ci sono anche i timori legati alla politica commerciale degli Stati Uniti. L’amministrazione di Donald Trump – tornato alla Casa Bianca dopo le elezioni del 2024 – ha annunciato nuove misure protezionistiche che rischiano di mettere in difficoltà le esportazioni britanniche. “Le tensioni sui dazi stanno già colpendo le nostre aziende”, ammette un portavoce della Confederation of British Industry (CBI), la principale associazione imprenditoriale del Paese.

In questo contesto, la manovra di Reeves non ha convinto né gli operatori né i mercati. Gli investitori attendono segnali più chiari sulla direzione della politica fiscale e sulle strategie per far ripartire la crescita. “Serve una visione più coraggiosa”, commenta un analista di JP Morgan a Londra.

Bank of England prudente sui tassi

La situazione del lavoro potrebbe influenzare le prossime mosse della Bank of England. Ashley Webb, analista di Capital Economics, osserva che “con questi dati sull’occupazione sarà difficile vedere un taglio dei tassi già nella riunione di febbraio”. Governo, imprese e sindacati speravano in un abbassamento del costo del denaro per spingere investimenti e consumi, ma la banca centrale preferisce andare piano.

Fonti vicine all’istituto spiegano che la priorità resta mantenere sotto controllo l’inflazione, ancora sopra l’obiettivo fissato dal governo. Solo dopo si potrà pensare a un allentamento della politica monetaria.

Un 2026 tutto da decifrare

Guardando avanti, il quadro rimane incerto. Gli economisti prevedono una crescita debole per il Regno Unito nel 2026, con il rischio che la disoccupazione resti alta almeno fino all’estate. Il governo laburista dovrà accelerare sulle riforme e trovare nuovi fondi per sostenere il lavoro.

Intanto, per le strade di Londra e Manchester, cresce la preoccupazione tra chi cerca un impiego o teme di perderlo. “Non è facile trovare un lavoro stabile”, racconta Sarah, 28 anni, commessa in cerca di un nuovo posto dopo la chiusura del suo negozio a Camden Town. È una voce tra tante che racconta un Paese ancora alla ricerca di un equilibrio.