Inchiesta a Bologna: smascherata una tentata truffa nei test di medicina

Inchiesta a Bologna: smascherata una tentata truffa nei test di medicina

Inchiesta a Bologna: smascherata una tentata truffa nei test di medicina

Matteo Rigamonti

Gennaio 20, 2026

Bologna, 20 gennaio 2026 – Tentativi di entrare illegalmente nelle domande degli esami di Medicina e, subito dopo, la circolazione di notizie false sulla regolarità delle prove: sono questi i due fronti della denuncia che il Cineca – il consorzio interuniversitario che organizza i test per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca – ha presentato pochi giorni fa alla Procura della Repubblica e alla polizia postale di Bologna. La vicenda, emersa nelle ultime ore e riportata dal Resto del Carlino, mette in discussione la sicurezza dei concorsi universitari e la trasparenza delle selezioni.

Hacker in azione e la denuncia del Cineca

Nei giorni che hanno preceduto gli esami di Medicina, alcuni soggetti hanno provato con insistenza a mettere le mani sulle domande dei test. Non si è trattato di semplici curiosi: a contattare il Cineca sono stati veri e propri hacker, decisi a scoprire in anticipo i quesiti destinati agli studenti. “Abbiamo ricevuto diversi tentativi sospetti di accesso ai nostri sistemi”, ha spiegato un tecnico del consorzio, che ha chiesto di restare anonimo. Ma nessuna falla è stata trovata: “I nostri sistemi hanno resistito, non è stato rubato alcun dato”, ha assicurato.

Davanti a questi fatti, il consorzio ha scelto di rivolgersi alle autorità, presentando una denuncia formale. La polizia postale, insieme alla Procura, ha aperto un’indagine per risalire ai responsabili. Al momento non sono stati forniti dettagli sulle modalità degli attacchi né sulle identità degli autori. Gli investigatori stanno passando al setaccio i log dei server e tutte le tracce digitali lasciate dagli intrusi.

Fake news in circolo: sotto accusa alcuni studi legali

Il secondo filone dell’inchiesta riguarda invece la diffusione di notizie false sulla regolarità degli esami. Secondo il Cineca, alcuni studi legali avrebbero diffuso informazioni inesatte e infondate, parlando di presunte irregolarità nei test di Medicina. “Abbiamo rilevato una vera e propria campagna di disinformazione, che rischia di minare la fiducia di studenti e famiglie”, ha detto un portavoce del consorzio.

Le fake news si sono diffuse soprattutto sui social e in alcune chat frequentate da candidati e genitori, sollevando dubbi sulla trasparenza delle prove e sulla sicurezza delle piattaforme digitali usate per i test. In particolare, sono circolate accuse infondate di fughe di domande e favoritismi. Il Cineca ha respinto tutte le accuse: “Le procedure sono state svolte nel pieno rispetto delle regole, con sistemi di sicurezza all’avanguardia”, ha ribadito il consorzio.

Università e studenti: la risposta al caso

La vicenda ha creato preoccupazione tra docenti e studenti dell’Università di Bologna, una delle sedi coinvolte nell’organizzazione degli esami. “Abbiamo fiducia nel lavoro delle autorità”, ha detto il rettore Giovanni Molari, invitando a non farsi trascinare da voci infondate. Anche alcune associazioni studentesche hanno espresso solidarietà al Cineca, chiedendo però massima chiarezza sulle indagini in corso.

Nel frattempo, il Ministero dell’Università e della Ricerca segue la situazione con attenzione. “La sicurezza dei concorsi pubblici resta una priorità”, ha sottolineato una fonte ministeriale, ricordando come episodi simili siano già capitati in passato, soprattutto durante i test a numero chiuso.

Le indagini vanno avanti: cosa aspettarsi

Gli inquirenti stanno lavorando su due fronti: da una parte cercano di scoprire chi ha provato a entrare nei sistemi del Cineca, dall’altra stanno verificando chi c’è dietro la diffusione delle fake news da parte degli studi legali. Non si escludono sviluppi nei prossimi giorni.

Per ora, nessun candidato risulta coinvolto direttamente nei tentativi di accesso illecito alle domande. Ma questa vicenda riporta al centro il tema della sicurezza dei sistemi digitali usati per i concorsi e dell’importanza di fermare chi diffonde informazioni false. “Ci vuole uno sforzo condiviso per proteggere il diritto allo studio e garantire selezioni corrette”, ha concluso il portavoce del Cineca.