Roma, 20 gennaio 2026 – Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha lanciato un messaggio chiaro e diretto all’Italia e ai partner europei: “Chi vuole parlare con noi sul serio, ci chiami“. Lo ha detto nel pomeriggio, durante una conferenza stampa a Mosca, dopo le recenti aperture della premier Giorgia Meloni e di altri leader europei sulla necessità di riavviare un dialogo con Mosca dopo mesi di tensioni. Lavrov non ha nascosto la sua delusione per lo stato attuale dei rapporti tra Russia e Italia, definendoli “al punto più basso”.
Lavrov: rapporti ai minimi termini
Il capo della diplomazia russa non ha usato mezzi termini. “Non mi aspettavo una situazione del genere dall’Italia”, ha detto, riferendosi sia alle posizioni politiche sia a una serie di episodi che, secondo Mosca, hanno rotto la fiducia tra i due Paesi. Tra questi, la cancellazione di alcune esibizioni di artisti russi in Italia negli ultimi mesi. “Abbiamo sempre avuto rispetto reciproco, anche nei momenti difficili”, ha aggiunto, lasciando intendere che la frattura non è solo politica, ma anche culturale.
Fonti del ministero degli Esteri russo spiegano che il riferimento principale è alla sospensione di concerti e mostre con musicisti e pittori russi a Milano, Roma e Firenze. Per Mosca, è un segnale che va ben oltre la diplomazia. “La cultura dovrebbe unire, non dividere”, ha ribadito Lavrov davanti ai giornalisti russi e stranieri.
Italia e Europa: un dialogo a metà
Dall’Italia, al momento, nessuna risposta ufficiale. Palazzo Chigi si limita a dire che “il dialogo resta aperto”, ma solo rispettando le condizioni fissate dall’Unione Europea. La premier Meloni, nei giorni scorsi, aveva sottolineato l’importanza di “non chiudere tutte le porte” con la Russia, pur ribadendo il sostegno a Kiev e alle sanzioni decise da Bruxelles.
Anche in Europa il clima resta teso. Francia e Germania hanno espresso posizioni simili a quella italiana: voglia di confronto, ma nessun passo indietro sulle misure adottate dopo l’invasione dell’Ucraina. “Serve un dialogo chiaro e senza ambiguità”, ha spiegato il ministro degli Esteri francese Stéphane Séjourné. Berlino conferma la linea della fermezza.
Cultura e diplomazia: una frattura che pesa
La cancellazione delle esibizioni artistiche è diventata un simbolo della distanza crescente tra Roma e Mosca. A ottobre, l’annullamento del concerto del pianista Denis Matsuev al Teatro alla Scala aveva scatenato polemiche nel mondo della cultura. “Non è giusto punire gli artisti per le scelte dei governi”, aveva detto un direttore d’orchestra italiano che ha preferito restare anonimo.
Secondo l’Associazione Italia-Russia, almeno sette eventi culturali sono stati sospesi o rinviati da settembre. Una situazione che, per Lavrov, “non si era mai vista nemmeno durante i momenti più duri della Guerra Fredda”.
Dialogo in bilico: tra speranze e condizioni
Resta da capire se le parole di Lavrov aprano davvero una finestra o siano solo una mossa strategica. Il ministro russo ha insistito sulla “serietà” nei contatti diplomatici: “Non accetteremo ultimatum o condizioni imposte da una sola parte”, ha detto. Un messaggio rivolto non solo all’Italia, ma a tutta l’Europa.
Fonti diplomatiche italiane hanno riferito ad alanews.it che per ora non sono previsti incontri bilaterali tra Meloni e Putin. Ma il tema potrebbe tornare presto al centro dell’agenda, in vista del Consiglio Europeo di febbraio.
Italia divisa, il peso della società civile
Intanto, la società civile italiana mostra divisioni nette. C’è chi spinge per mantenere aperti i canali culturali con la Russia; e chi invece sostiene la linea dura del governo. “Non possiamo chiudere gli occhi su quello che accade in Ucraina”, ha spiegato ieri un rappresentante della comunità ucraina a Roma.
Il futuro dei rapporti tra Italia e Russia resta incerto. Lavrov ha fatto capire che Mosca è pronta a riprendere il dialogo, ma solo a precise condizioni. Tra le righe delle sue parole, però, si legge una distanza ancora difficile da colmare.
