Catania, 20 gennaio 2026 – Una giovane madre è stata sottoposta a Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) dopo aver tentato di soffocare la figlia di cinque mesi, nella loro casa nel quartiere Librino, domenica pomeriggio. A fermare la tragedia sono stati i carabinieri, arrivati sul posto grazie a una chiamata al 112. La neonata è stata soccorsa e portata d’urgenza all’ospedale San Marco, dove ora è fuori pericolo.
La chiamata che ha salvato una vita
Tutto è cominciato poco dopo le 16. La sorella minorenne della donna, cioè la zia della bimba, ha ricevuto alcuni messaggi inquietanti da parte della madre. Tra le parole, scritte in evidente stato di confusione, c’era: “Vivrò, morirò premendo il cuscino, morirò anch’io. State bene ragazzi”. Spaventata, la ragazza non ha perso tempo e ha chiamato il 112.
In pochi minuti, una pattuglia del Nucleo Radiomobile è arrivata davanti a un palazzo popolare nella zona sud di Catania. I carabinieri hanno salito le scale fino all’ultimo piano, dove la porta della camera da letto era chiusa a chiave. Hanno dovuto forzarla per entrare.
Il dramma in camera da letto
Dentro la stanza la scena era terribile: la madre stava cercando di soffocare la neonata usando le mani e un cuscino. I carabinieri sono intervenuti subito, strappando la bimba dalle mani della donna e allontanandola dal letto. Uno dei militari ha iniziato un massaggio cardiaco d’emergenza. La piccola, che aveva perso conoscenza, ha ripreso a respirare dopo pochi secondi.
“Abbiamo fatto tutto d’istinto”, ha raccontato uno degli agenti. “La cosa più importante era salvare la bambina. Solo dopo abbiamo capito quanto fosse grave la situazione familiare”. La neonata è stata affidata ai soccorritori del 118 e trasportata in codice rosso al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale San Marco.
Neonata stabile, madre ricoverata in psichiatria
Ora la piccola è ricoverata nel reparto di Pediatria per tutti gli accertamenti del caso. I medici escludono danni permanenti: “Le sue condizioni sono stabili, non corre pericolo di vita”, ha detto il primario. La madre, invece, è stata portata in stato confusionale nel reparto di Psichiatria dello stesso ospedale, dove è stata sottoposta a Tso.
Il trattamento è stato disposto dal medico di guardia, con l’ok dell’autorità giudiziaria. Si applica quando una persona rappresenta un pericolo per sé o per gli altri e rifiuta le cure volontarie. Gli specialisti stanno cercando di capire il quadro clinico della donna e cosa possa averla spinta a quel gesto.
Un passato senza segnali
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire cosa è successo nella vita di questa giovane madre. Dai primi accertamenti, emerge che la donna, poco più che ventenne, viveva da sola con la figlia da qualche mese. Non risultano segnalazioni ai servizi sociali, né denunce per maltrattamenti o violenze in famiglia.
“Non avevamo mai sentito parlare di problemi in quell’appartamento”, ha raccontato un vicino. Ma i messaggi inviati alla sorella fanno capire che la donna attraversava un momento di grande disagio psicologico. Gli inquirenti stanno ascoltando parenti e conoscenti per capire se ci fossero segnali ignorati.
La Procura apre un fascicolo, attenzione puntata sulla bimba
La Procura di Catania ha avviato un’indagine per tentato omicidio aggravato. Nel frattempo, i servizi sociali del Comune sono stati coinvolti per seguire la situazione della bambina e valutare eventuali interventi di tutela. “Siamo in contatto costante con medici e forze dell’ordine”, ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali. “La priorità è garantire la sicurezza della minore”.
Nei prossimi giorni si deciderà se affidare la piccola a parenti o a una struttura protetta. Intanto, il quartiere resta sotto shock. “Non avremmo mai pensato a una cosa del genere”, mormora una vicina sul pianerottolo. Un episodio che riporta al centro l’urgenza di prevenire il disagio mentale e di sostenere le giovani madri in difficoltà.
