Milano, 20 gennaio 2026 – “Bisogna essere onesti e raccontare questa città per quello che è davvero.” Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha aperto stamattina la cerimonia per l’inaugurazione della nuova centrale operativa della Polizia locale in via Drago, nella zona nord. Il suo discorso, tra le 10 e le 11, ha preso una piega decisa: Sala ha puntato il dito contro chi, a suo dire, “vuole far male a Milano”, parlando di recenti report e articoli che dipingono la città come un posto solo per ricchi e insicuro.
Sala attacca i “report falsi”: la difesa di Milano
Di fronte a una platea di agenti, funzionari e giornalisti, il primo cittadino non ha nascosto il fastidio per alcune narrazioni circolate negli ultimi giorni. “Ho visto cose assurde,” ha detto, “report falsi sui ricchi di Milano.” Per Sala, è una visione distorta: “Ci sono problemi, certo, come in tante altre città. Ma questa voglia di colpire Milano ha anche motivazioni politiche che trovo inaccettabili.” Il riferimento, seppur velato, sembra rivolto a servizi tv e articoli su testate nazionali e straniere che mostrano il capoluogo lombardo come una città sempre più difficile da vivere per la classe media.
Sicurezza e percezione: “Non è solo un problema di Milano”
La questione della sicurezza urbana è stata uno dei punti chiave nel discorso del sindaco. “Milano era vista come la città più pericolosa d’Italia,” ha ricordato Sala, “ma poi si è scoperto che non è così solo qui.” Un richiamo ai dati del Ministero dell’Interno: nel 2025, secondo le statistiche ufficiali, i reati denunciati in città sono rimasti stabili rispetto all’anno prima, con un calo nei furti in casa e un aumento delle truffe online. “La sicurezza è un problema grande,” ha ammesso il sindaco, “e spetta alla politica gestirla. Ma in politica ci sono quelli che parlano e quelli che si assumono le responsabilità.”
La nuova centrale operativa: più tecnologia, più controllo
Questa mattina si è ufficialmente aperta la nuova centrale operativa della Polizia locale, un investimento da oltre 2 milioni di euro. Le nuove strutture – con sale di monitoraggio, postazioni digitali e una sala riunioni con schermi interattivi – sono state illustrate dal comandante Marco Ciacci. “Abbiamo ampliato la rete di telecamere in città,” ha spiegato Ciacci, “ora possiamo coordinare gli interventi in tempo reale su tutto il territorio.” Un presidio tecnologico pensato per migliorare la risposta alle emergenze e tenere d’occhio i quartieri più critici, come Quarto Oggiaro e Corvetto.
Reazioni e clima politico acceso
Le parole di Sala hanno subito scatenato reazioni. In Consiglio comunale, la consigliera di opposizione Silvia Sardone (Lega) ha risposto: “Non basta inaugurare centrali nuove se i cittadini continuano a sentirsi insicuri.” Dall’altra parte, l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli ha difeso l’amministrazione: “I dati dicono che Milano è una città viva e complessa, ma non abbandonata.” Nel frattempo, sui social si sono moltiplicati i commenti: c’è chi apprezza l’impegno sulla sicurezza, chi invece chiede più pattuglie soprattutto nelle periferie.
Milano tra percezione e realtà
Il dibattito sulla vera situazione di Milano resta acceso. Secondo l’ultimo rapporto Censis, uscito a dicembre 2025, il 62% dei milanesi è soddisfatto della qualità della vita in città, ma il 41% mette la sicurezza al primo posto. “C’è chi racconta solo le ombre,” ha detto un agente presente all’inaugurazione, “ma ogni giorno qui vediamo anche tante storie di solidarietà.” Sala ha chiuso con un appello: “Raccontare Milano significa ammettere i problemi senza usarli come arma politica.”
In via Drago, mentre la nuova centrale prendeva vita tra monitor accesi e telefoni che squillavano già dalle prime ore, restava una domanda nell’aria: quanto conta davvero la narrazione sulla percezione di una città? E chi decide qual è la verità?
