Piazza Affari: un balzo del 28,8% nel 2025, quasi la metà del Pil italiano

Piazza Affari: un balzo del 28,8% nel 2025, quasi la metà del Pil italiano

Piazza Affari: un balzo del 28,8% nel 2025, quasi la metà del Pil italiano

Matteo Rigamonti

Gennaio 20, 2026

Milano, 20 gennaio 2026 – I mercati finanziari italiani hanno chiuso il 2025 con una crescita che mancava da oltre dieci anni. È quanto emerge dall’ultimo Bollettino statistico della Consob, appena pubblicato. La capitalizzazione complessiva delle società vigilate è salita del 28,8%, portando il valore di mercato delle azioni scambiate a sfiorare quasi la metà del Pil italiano. Un risultato senza precedenti dal 2010, quando la Consob ha iniziato a raccogliere questi dati.

Capitalizzazione ai massimi storici rispetto al Pil

A fine dicembre 2025, la capitalizzazione complessiva delle società quotate o ammesse alla negoziazione sui mercati regolamentati italiani – tutte sotto la vigilanza della Consob – ha toccato quota 1.077 miliardi di euro, contro gli 836 miliardi di fine 2024. Un balzo del 28,8%. Il rapporto tra capitalizzazione e prodotto interno lordo è così salito dal 38% del 2024 a quasi il 48%. Un livello mai raggiunto negli ultimi quindici anni.

Il dato riguarda soprattutto le società con sede legale in Italia: sono 411 su 426, e la loro capitalizzazione è aumentata del 40,6%. La spinta più forte è venuta dal settore finanziario, che ha beneficiato di una ripresa degli scambi e di una fiducia maggiore da parte degli investitori. “Il mercato ha dato segnali di solidità e attrattiva”, ha commentato un funzionario Consob contattato da alanews.it.

Meno società quotate, ma trend in ripresa nella seconda parte dell’anno

Nonostante la crescita dei valori in Borsa, il numero delle società quotate è rimasto sotto quello di un anno fa. A fine 2025, le società sotto la vigilanza della Consob erano 426 (di cui 411 italiane), in leggero aumento rispetto alle 423 di giugno, ma ancora meno delle 434 registrate a fine 2024. Gli analisti spiegano che il calo è stato causato da delisting e fusioni, ma negli ultimi mesi dell’anno si è vista una timida ripresa. “Dopo un primo semestre difficile, abbiamo registrato nuove ammissioni e qualche ritorno”, ha detto un operatore di Piazza Affari.

Le ammissioni alle negoziazioni riguardano sia i mercati regolamentati sia i sistemi multilaterali di negoziazione (Mtf), sempre sotto la lente della Consob. La ripresa degli scambi – si legge nel Bollettino – si è consolidata soprattutto tra settembre e dicembre, con volumi in crescita e una maggiore presenza di investitori istituzionali.

Il settore finanziario spinge la crescita

A spingere l’aumento della capitalizzazione è stato soprattutto il comparto finanziario. Le principali banche e assicurazioni italiane hanno visto salire il valore delle proprie azioni, anche grazie a un contesto macroeconomico più favorevole rispetto all’anno scorso. “Il settore finanziario ha guadagnato terreno grazie a margini in crescita e a una liquidità più alta sul mercato”, ha spiegato un analista milanese. Il trend positivo ha influenzato anche gli indici principali, con il Ftse Mib che ha chiuso l’anno in rialzo.

Per il 2026, prudenza tra gli operatori

Guardando avanti, gli operatori invitano alla cautela. Da un lato, la crescita della capitalizzazione e il rafforzamento degli scambi sono segnali incoraggianti. Dall’altro, restano incognite legate al quadro internazionale e alle mosse della Bce sulle politiche monetarie. “Il mercato italiano ha mostrato una buona capacità di ripresa”, ammette un gestore di fondi lombardo, “ma servirà mantenere alta l’attenzione nei prossimi mesi”.

La Consob continuerà a monitorare la situazione anche nel primo semestre del 2026, concentrandosi sui settori più sensibili alla volatilità globale. Intanto, il record raggiunto dalla capitalizzazione in rapporto al Pil è visto da molti come un segnale di vitalità per la Borsa italiana, che torna così a essere al centro dell’interesse degli investitori internazionali.