Scoperti i primi dinosauri ‘cornuti’ in Europa: un mistero finalmente svelato

Scoperti i primi dinosauri 'cornuti' in Europa: un mistero finalmente svelato

Scoperti i primi dinosauri 'cornuti' in Europa: un mistero finalmente svelato

Matteo Rigamonti

Gennaio 20, 2026

Budapest, 20 gennaio 2026 – Un gruppo di paleontologi da diverse nazioni ha dato oggi una notizia destinata a cambiare la storia dei dinosauri in Europa. Sono stati trovati fossili di dinosauri ceratopsidi in Ungheria, risalenti a circa 84 milioni di anni fa. Una scoperta che fa luce sulla presenza di questi animali nel nostro continente durante il Cretaceo. Lo studio, pubblicato su Nature e guidato dall’Università di Birmingham, mette in discussione l’idea che i cosiddetti “dinosauri cornuti” – come il famoso triceratopo – fossero confinati solo ad Asia e America.

Dinosauri “cornuti”, il Cretaceo europeo si scopre più popolato

La scoperta è avvenuta vicino a Iharkút, nel nord-ovest dell’Ungheria, dove sono stati recuperati frammenti di ossa che appartenevano a un ceratopside. A spiegare il valore del ritrovamento è Susannah Maidment, paleontologa britannica e coautrice dello studio: “Questo dimostra che i ceratopsidi non erano assenti, ma piuttosto diffusi in Europa”. Una svolta che cambia decenni di convinzioni e obbliga a rivedere la fauna europea del Cretaceo.

Non solo: gli studiosi hanno riconsiderato anche quattro fossili europei finora scambiati per parenti dell’iguanodonte. L’errore era dovuto alla somiglianza di denti e arti, che ha confuso più di uno studioso. “Anche se l’iguanodonte e il triceratopo sembrano molto diversi, derivano da un antenato comune”, spiega il paleobiologo Richard Butler. “Entrambi camminavano su quattro zampe e avevano modi complessi di masticare. Ecco perché certi frammenti possono sembrare simili”.

Europea preistorica, tra isole e rotte migratorie

Nel Cretaceo superiore, l’Europa non era un continente unico ma un insieme di isole sparse nell’oceano Tetide. La presenza dei ceratopsidi in questa zona suggerisce che riuscissero a spostarsi tra mari e catene di isole, muovendosi tra Asia, Nord America ed Europa mentre l’oceano Atlantico iniziava a formarsi. “Questa scoperta riempie un vuoto importante sulle rotte migratorie dei dinosauri”, sottolinea Maidment.

Le prime ipotesi indicano che i ceratopsidi siano nati in Asia e poi abbiano migrato più volte verso il Nord America. Il fatto che alcuni siano arrivati anche sulle isole europee testimonia una grande capacità di adattamento e movimento. I cambiamenti del clima e della geologia di allora potrebbero aver favorito questi spostamenti.

Un nuovo sguardo sulla paleontologia europea

Rivedere l’identità di questi fossili ha un impatto diretto su come si studia l’evoluzione dei dinosauri in Europa. Finora si pensava che i ceratopsidi fossero quasi assenti o marginali nel continente. Ora invece si apre la possibilità che molte specie siano sfuggite o siano state scambiate per altri dinosauri.

“Butler ammette che, con pochi frammenti a disposizione, capire a quale gruppo appartengano è difficile”, dice. La nuova analisi, fatta con tecniche avanzate di confronto morfologico e immagini digitali, ha permesso di cogliere dettagli prima nascosti.

Un quadro più ricco per i dinosauri europei

La scoperta in Ungheria spinge a rivedere l’idea di biodiversità preistorica in Europa. “Probabilmente la fauna dei dinosauri europei non era così diversa da quella di altre parti del Nord del mondo”, osserva Maidment. Una considerazione che apre nuove domande sulle evoluzioni e gli incontri tra dinosauri in vari continenti.

I ricercatori, tra cui italiani, britannici e ungheresi, continueranno a studiare i reperti e a cercare nuove tracce nei sedimenti dell’Europa centrale. L’obiettivo è capire quanto fossero diffusi i ceratopsidi e come si adattarono alle diverse isole.

Per ora, la scoperta dei ceratopsidi in Ungheria è un pezzo importante per ricostruire la storia antica dell’Europa e i viaggi di questi grandi rettili del passato.