Reggio Emilia, 20 gennaio 2026 – Un collaboratore scolastico di 28 anni è stato sospeso da una scuola della provincia di Reggio Emilia dopo essere stato accusato di abusi su otto alunne minorenni. Secondo la Procura di Reggio Emilia, l’uomo avrebbe costretto le ragazze, tutte sotto i 14 anni, a subire molestie sessuali in vari spazi della scuola tra ottobre e novembre 2025. A far partire l’inchiesta sono state alcune confidenze raccolte dagli insegnanti, che hanno segnalato comportamenti strani alle autorità.
Le indagini e la sospensione fulminea
La vicenda è emersa nelle ultime settimane, quando alcune studentesse hanno trovato il coraggio di raccontare agli insegnanti quello che stava succedendo. I primi racconti, frammentari, sono stati raccolti e poi passati ai carabinieri, che hanno iniziato gli accertamenti dentro la scuola. Da quanto emerso, il collaboratore avrebbe approfittato dei momenti in cui c’era poca sorveglianza, come nei corridoi o in spazi isolati – l’aula magna e gli antibagni – per avvicinare le vittime e costringerle a contatti fisici non voluti.
Gli investigatori spiegano che l’uomo avrebbe creato un clima di pressione psicologica, facendosi passare per una figura “affettuosa” e di riferimento per le ragazze. Questo atteggiamento, dicono i carabinieri, serviva a confondere le ragazze e a farle stare zitte. “Voleva sembrare un adulto di cui potersi fidare”, ha detto uno degli inquirenti.
Provvedimenti immediati e reazioni
Dopo le prime verifiche, la Procura ha chiesto al giudice di adottare misure cautelari. Il gip del tribunale di Reggio Emilia ha deciso la sospensione immediata dal servizio per un anno, insieme all’obbligo di dimora nel comune di residenza e al divieto di uscire la sera. I carabinieri hanno eseguito l’ordine nelle ultime ore.
La notizia ha colpito forte la comunità scolastica. La dirigente, contattata al telefono, ha detto: “Abbiamo piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine. La tutela delle nostre studentesse resta la priorità”. Nel frattempo, la scuola sta offrendo supporto psicologico alle ragazze coinvolte e alle loro famiglie.
Fatti e testimonianze
Gli episodi contestati si sarebbero verificati in poco più di un mese, tra ottobre e novembre dello scorso anno. Le otto alunne hanno raccontato situazioni simili: incontri improvvisi nei corridoi quasi vuoti, richieste di aiuto che sembravano innocue ma che poi diventavano ambigue, tentativi di isolare le ragazze dalle compagne. “Non volevo più andare a scuola”, avrebbe confidato una di loro agli insegnanti.
Gli investigatori hanno sentito anche altri studenti e il personale per avere un quadro completo. Nessuno aveva notato comportamenti apertamente sospetti prima delle prime segnalazioni, ma diversi colleghi hanno riferito di aver trovato l’atteggiamento del collaboratore “troppo confidenziale” con alcune alunne.
Cosa succede ora
L’indagine, guidata dalla Procura di Reggio Emilia, va avanti con l’analisi dei tabulati telefonici e dei filmati delle telecamere interne, dove ci sono. Gli inquirenti stanno cercando di capire se ci siano altri episodi o vittime. Al momento, l’uomo – che vive in un comune vicino – non ha rilasciato dichiarazioni. Il suo avvocato ha detto che “il collaboratore respinge tutte le accuse” e chiarirà la sua posizione nelle sedi appropriate.
Intanto, la scuola ha intensificato la sorveglianza interna e invita chiunque abbia informazioni a rivolgersi alle autorità. “La sicurezza dei ragazzi è la cosa più importante”, ha rimarcato la dirigente.
Secondo fonti investigative, il collaboratore sospeso non ha precedenti specifici. La comunità locale segue con attenzione e preoccupazione gli sviluppi, aspettando che la magistratura faccia chiarezza sui fatti.
