Von der Leyen: l’indipendenza europea come chiave per il futuro

Von der Leyen: l'indipendenza europea come chiave per il futuro

Von der Leyen: l'indipendenza europea come chiave per il futuro

Matteo Rigamonti

Gennaio 20, 2026

Bruxelles, 20 gennaio 2026 – L’Europa deve trasformare le tensioni geopolitiche in un’occasione per rafforzare la propria indipendenza. È questo il messaggio che Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha lanciato ieri dal palco del World Economic Forum di Davos. Parole che arrivano in un momento segnato da crisi internazionali e nuove incertezze. Un cambio di passo, ha spiegato von der Leyen, che non si può più rimandare.

Europa: l’indipendenza come risposta agli shock globali

“Gli shock geopolitici devono diventare un’opportunità per l’Europa”, ha detto von der Leyen a una platea di leader politici e imprenditori, poco dopo le 11. “Stiamo vivendo un cambiamento profondo, che ci spinge a costruire una nuova indipendenza europea”. Un’idea che ha ripetuto più volte in un intervento di circa venti minuti. La presidente ha sottolineato che questa esigenza non nasce da eventi recenti, ma è una necessità che si trascina da tempo. “Non è una reazione momentanea, ma un obbligo strutturale”, ha aggiunto.

Dietro queste parole, il riferimento è chiaro: i conflitti ai confini dell’Unione – dall’Ucraina al Medio Oriente – e le tensioni commerciali con Stati Uniti e Cina. Per von der Leyen, solo un’Europa più autonoma potrà affrontare sfide come la sicurezza energetica e la transizione digitale.

Tra i Paesi membri cresce il consenso

Oggi c’è un vero consenso su questo punto”, ha sottolineato von der Leyen parlando del dibattito interno tra i Paesi membri. Negli ultimi mesi, infatti, l’autonomia strategica europea è tornata al centro delle discussioni a Bruxelles. Francia e Germania spingono per un’integrazione più stretta in settori chiave come difesa e tecnologia, mentre altri Stati chiedono garanzie su competitività e regole comuni.

Fonti diplomatiche raccontano che la Commissione sta lavorando a nuove proposte per rafforzare le filiere produttive europee e ridurre la dipendenza da fornitori esterni, soprattutto per materie prime critiche e semiconduttori. “Non possiamo più permetterci di essere vulnerabili”, ha confidato un funzionario vicino al dossier energia. “La guerra in Ucraina ci ha insegnato quanto sia rischioso dipendere da un solo Paese”.

Le priorità sul tavolo: energia, tecnologia e sicurezza

Nel suo discorso a Davos, von der Leyen ha messo in cima alla lista la sicurezza energetica. “Dobbiamo puntare su fonti rinnovabili e infrastrutture comuni”, ha detto, ricordando i passi avanti degli ultimi due anni ma anche le sfide ancora aperte. Poi è arrivato il tema tecnologico: “Serve una strategia europea sui dati e sull’intelligenza artificiale”, ha spiegato, mettendo in guardia dal rischio di restare indietro rispetto a Stati Uniti e Cina.

Sul fronte della sicurezza, la presidente ha parlato di “una difesa europea più integrata”, tema che sarà al centro del prossimo Consiglio europeo di marzo. “Non si tratta solo di spendere di più”, ha precisato, “ma di spendere meglio e insieme”.

Reazioni: tra prudenza e attesa

Le parole di von der Leyen hanno ricevuto risposte diverse tra i governi europei. A Parigi, il ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha parlato di “un passo nella giusta direzione”, mentre da Varsavia sono arrivate richieste di maggiore chiarezza sulle risorse disponibili. Gli esperti sottolineano che la strada verso una vera indipendenza europea è ancora lunga e piena di ostacoli.

Guntram Wolff, direttore del think tank Bruegel, avverte: “La sfida sarà trovare un equilibrio tra autonomia e apertura ai mercati globali”. Un equilibrio che, per ora, resta tutto da costruire. Ma come ha ricordato von der Leyen, “solo un’Europa più forte potrà essere davvero sovrana”.