Wall Street in caduta libera: il Dj perde l’1,35% e il Nasdaq l’1,64%

Wall Street in caduta libera: il Dj perde l'1,35% e il Nasdaq l'1,64%

Wall Street in caduta libera: il Dj perde l'1,35% e il Nasdaq l'1,64%

Matteo Rigamonti

Gennaio 20, 2026

New York, 20 gennaio 2026 – Wall Street ha iniziato la settimana in netto calo, trascinando giù tutti i principali indici americani. Alle 15.30 ora italiana, il Dow Jones perdeva l’1,35%, fermandosi a 48.702,46 punti. Peggio ha fatto il Nasdaq, in ribasso dell’1,64% a 23.123,68 punti. Anche lo S&P 500 ha ceduto l’1,33%, chiudendo a 6.845,11 punti. Un avvio debole che ha subito acceso i riflettori tra trader e analisti, preoccupati dalle incertezze che stanno pesando sull’economia globale.

Geopolitica e dati frenano la corsa dei mercati

A Wall Street si è respirato subito un clima di prudenza. Le tensioni in Medio Oriente e le nuove incognite sulla politica della Federal Reserve hanno spento gli entusiasmi degli investitori. “L’atmosfera resta tesa, in molti aspettano segnali più chiari dalla Fed sui prossimi passi sui tassi”, ha detto Mark Jensen, analista di Morgan Stanley, poco dopo l’apertura delle contrattazioni.

I dati macroeconomici arrivati nelle ultime ore non hanno fatto nulla per rassicurare. L’indice dei prezzi al consumo pubblicato venerdì scorso è salito più del previsto, aumentando i timori di una stretta monetaria più lunga del previsto. “L’inflazione è ancora un problema”, ha ammesso Jensen, “e questo si vede subito nelle scelte degli investitori”.

Tech e finanza sotto pressione

I settori più colpiti sono stati soprattutto tecnologia e finanza. Sul Nasdaq, giganti come Apple e Microsoft hanno perso più del 2% all’apertura. Anche le banche hanno sofferto: JPMorgan Chase e Goldman Sachs hanno lasciato sul terreno oltre l’1%, secondo i dati in tempo reale della Borsa di New York.

“Il settore tech è molto sensibile ai movimenti dei tassi d’interesse”, ha spiegato una fonte interna a una grande società di gestione di Manhattan. “Quando la Fed fa capire che i tassi resteranno alti ancora per un po’, gli investitori tendono a ridurre le posizioni più rischiose”.

Sala operativa in tensione, occhi puntati sulla Fed

Nelle sale operative di Midtown Manhattan si è subito avvertito un clima più nervoso rispetto alle settimane passate. Diversi trader hanno raccontato di aver visto ordini di vendita importanti già nei primi minuti di contrattazione. “C’è chi teme un gennaio complicato”, ha confidato un broker, “ma molti aspettano ancora i risultati trimestrali delle big tech prima di muoversi sul serio”.

Tutti guardano ora alle prossime mosse della Federal Reserve. Il meeting è fissato per il 28 gennaio e, secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, non si escludono indicazioni su possibili tagli dei tassi nel secondo trimestre. Ma la prudenza domina: “Finché non arrivano segnali chiari dalla Fed o dati più rassicuranti, la volatilità resterà alta”, ha concluso Jensen.

Effetti a catena sulle borse europee

Il tonfo di Wall Street ha avuto riflessi immediati anche in Europa. A Milano, il Ftse Mib è passato in rosso poco dopo l’avvio americano, mentre a Francoforte il Dax ha perso oltre lo 0,8% nel giro di un’ora. Gli operatori europei seguono con attenzione l’andamento oltreoceano, consapevoli che le decisioni della Fed influenzeranno anche i mercati del Vecchio Continente.

“L’incertezza è globale”, ha spiegato un gestore milanese contattato da alanews.it. “Le banche centrali sono tutte in attesa di capire se la stretta sui tassi sia davvero finita o se ci sarà ancora da stringere la cinghia”.

Sguardo ai trimestrali e scenari per il futuro

In questo quadro, l’attenzione si sposta ora sui risultati trimestrali delle grandi aziende americane, in arrivo nei prossimi giorni. Le performance di nomi come Tesla, Amazon e Alphabet potrebbero dare una spinta ai mercati e offrire indizi su come andrà l’economia Usa nel 2026.

Per il momento, però, la parola d’ordine è cautela. “Nessuno vuole esporsi troppo”, ha confessato un trader della Fifth Avenue. “Solo allora capiremo se questa correzione è un passaggio passeggero o l’inizio di tempi più difficili”.