Davos, 20 gennaio 2026 – Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, non sarà presente oggi al Forum economico mondiale di Davos, dove era atteso per un discorso alle 14.30. La decisione, comunicata da fonti diplomatiche nelle prime ore del mattino, arriva in un momento di grande tensione per l’Ucraina, ancora sotto i colpi dei bombardamenti che da giorni colpiscono diverse regioni del Paese.
Zelensky salta Davos: l’emergenza in Ucraina non dà tregua
Secondo fonti diplomatiche ucraine, la scelta di Zelensky di non partire per la Svizzera è arrivata nella notte, dopo un nuovo attacco missilistico su Kharkiv e Dnipro. “Il presidente resta a Kiev per coordinare la risposta e garantire la sicurezza della popolazione”, ha spiegato un funzionario del ministero degli Esteri, contattato poco dopo le 9 del mattino. Non è la prima volta che la presenza del presidente a eventi internazionali viene rimandata a causa dell’evolversi del conflitto.
A Davos, la delegazione ucraina aveva già annunciato il suo intervento, previsto per il primo pomeriggio nella sala principale del centro congressi. La notizia dell’assenza è arrivata poco dopo le 10, aprendo così la strada a una serie di incontri bilaterali tra rappresentanti ucraini e i vertici di Nato e Unione europea.
Un vuoto pesante: cosa cambia senza Zelensky a Davos
Quest’anno il Forum vede la partecipazione delle principali potenze occidentali. Tra i presenti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’assenza di Zelensky, sottolineano alcuni osservatori, rischia di indebolire il dibattito sulla sicurezza europea e sulla ricostruzione dell’Ucraina.
“Ci aspettavamo un messaggio diretto dal presidente”, ha ammesso un membro della delegazione tedesca, incontrato nei corridoi del centro congressi. “La situazione sul campo resta critica, ma il dialogo con Kiev continua anche senza la sua presenza.” La delegazione ucraina, guidata dal ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, ha confermato che gli incontri con i partner occidentali si svolgeranno come previsto.
Bombardamenti senza sosta: la situazione nelle città ucraine
Mentre a Davos si parla di economia globale e sicurezza, in Ucraina le sirene antiaeree risuonano di nuovo. Nella notte tra domenica e lunedì, le autorità locali hanno segnalato nuovi attacchi su Kharkiv, Dnipro e alcune zone della regione di Zaporizhzhia. “La priorità resta proteggere i civili”, ha detto il portavoce dell’esercito ucraino Serhiy Cherevatyi. “Il presidente segue ogni minuto l’evolversi della situazione.”
Secondo fonti ospedaliere, nelle ultime 24 ore ci sono stati almeno sette feriti tra la popolazione civile. Le squadre di soccorso sono ancora al lavoro tra le macerie di alcuni edifici colpiti nella periferia est di Kharkiv. “Non possiamo permetterci distrazioni”, ha confidato un volontario della Croce Rossa locale.
Reazioni a Davos e il futuro dei negoziati
L’assenza di Zelensky è stata accolta con comprensione dai leader occidentali. “La sicurezza dell’Ucraina viene prima di tutto”, ha detto Ursula von der Leyen durante un punto stampa alle 11.30. Anche il presidente Trump ha espresso solidarietà a Kiev, ribadendo l’impegno degli Stati Uniti a sostenere il governo ucraino “in ogni modo possibile”.
Resta da capire se e quando Zelensky potrà intervenire, anche solo in video, nei prossimi giorni del Forum. La delegazione ucraina non esclude questa possibilità, ma per ora – spiegano fonti vicine al presidente – ogni decisione dipenderà dall’andamento della situazione militare sul campo.
Intanto, a Davos si continua a parlare di ricostruzione e aiuti internazionali. Ma l’assenza fisica del leader ucraino, in un momento così delicato, segna il passo di una crisi ancora lontana da una soluzione definitiva.
