Catania, 22 gennaio 2026 – Il ciclone Harry ha devastato la Sicilia nella notte tra il 20 e il 21 gennaio, lasciando dietro di sé una scia di danni enormi e immagini che hanno fatto il giro del mondo. Sulle coste di San Giovanni Li Cuti, a Catania, un’onda gigantesca ha travolto la veranda coperta del ristorante Andrew’s, distruggendo in pochi attimi quello che per anni era stato un punto di ritrovo per residenti e turisti. Il video, ripreso dal New York Post e rilanciato da Reuters e NBC, ha stupito anche gli americani, abituati a fenomeni estremi ma colpiti dalla violenza del mare siciliano.
Ciclone Harry: la costa catanese sotto assedio
Nelle prime ore di martedì, mentre la città dormiva, raffiche di vento e pioggia battente hanno colpito la costa orientale della Sicilia. La Protezione Civile regionale parla già di un conto che supera i mezzo miliardo di euro in danni. Strade sommerse, auto trascinate dall’acqua, negozi distrutti: il bilancio è pesantissimo. “Verso le due di notte è stato un inferno”, racconta Luca, il proprietario dell’Andrew’s, intervistato a Mattino 5. “Non è rimasto più nulla”, aggiunge con la voce spezzata dalla fatica.
L’onda che ha spazzato via il ristorante: il video che fa il giro del mondo
Il filmato che mostra l’onda abbattere la veranda del ristorante è diventato virale in poche ore. Si vede l’acqua sbattere con forza contro le vetrate, trascinando via tavoli, sedie e tutto quello che incontrava. “All’inizio non capivamo quanto fosse grave, la luce era saltata”, spiega Luca. Solo all’alba, con la corrente tornata e la luce del giorno, si è capito l’immenso disastro. “Il ciclone Harry ha distrutto tutto: le verande, l’interno, tutta la struttura esterna”, confida il ristoratore. “Purtroppo dobbiamo rassegnarci”.
Danni per mezzo miliardo: la conta delle perdite
La Regione Sicilia stima che i danni superino i 500 milioni di euro. La zona più colpita è quella costiera tra Catania e Siracusa, dove decine di stabilimenti balneari e ristoranti sono stati spazzati via dal mare in tempesta. Anche l’entroterra ha pagato un prezzo alto: frane e smottamenti hanno bloccato alcune strade provinciali, rallentando i soccorsi. “Stiamo lavorando senza sosta per riaprire le strade e aiutare le famiglie colpite”, ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani.
Il ciclone Harry conquista i media internazionali
L’impatto mediatico è stato immediato. Il New York Post ha titolato: “Potenti tempeste guidate dal ciclone Harry colpiscono la Sicilia questa settimana”. Reuters e NBC hanno rilanciato le immagini dell’onda che travolge il ristorante Andrew’s, sottolineando come anche in paesi abituati agli uragani – come gli Stati Uniti – la forza del mare siciliano abbia lasciato tutti senza parole. Sui social, intanto, si moltiplicano messaggi di solidarietà da italiani all’estero e semplici cittadini.
Ripartire tra macerie e incertezze
Mentre le autorità locali fanno la conta dei danni e si preparano a chiedere lo stato di emergenza al governo, i commercianti cercano di rialzarsi. Luca, il proprietario dell’Andrew’s, non si arrende: “Sto già cercando di sistemare tutto il prima possibile”, dice ai microfoni. “Non posso lasciare che finisca così”. Intorno al locale, tra legni spezzati e vetri rotti, alcuni residenti si fermano in silenzio. Qualcuno scatta una foto, altri offrono una mano per sgomberare.
Un fenomeno che rischia di ripetersi
Secondo gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, eventi come quello provocato dal ciclone Harry potrebbero diventare più frequenti. “Il Mediterraneo sta vedendo un aumento di tempeste e fenomeni violenti”, spiega la climatologa Silvia Rinaldi. “Serve un piano serio per proteggere le nostre coste”. In attesa che la politica dia risposte, la Sicilia si lecca le ferite e guarda avanti con preoccupazione, ma anche con una forza che non si spegne nemmeno davanti alle onde più alte.
