Roma, 22 gennaio 2026 – È caduto il muro del silenzio: Claudio Carlomagno, 44 anni, ha ammesso davanti al gip di Civitavecchia di aver ucciso la moglie, Federica Torzullo, nella notte tra l’8 e il 9 gennaio ad Anguillara Sabazia. Fermato nei giorni scorsi, l’uomo ha scelto di parlare solo durante l’udienza di convalida del fermo. «Ho ucciso mia moglie per non perdere l’affidamento di mio figlio», ha dichiarato, dando finalmente un volto al movente e segnando una svolta nelle indagini.
La confessione che cambia tutto
Solo ieri mattina, nella stanza del gip di Civitavecchia, Carlomagno ha deciso di rompere il silenzio. Fino a quel momento si era sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Poi, quasi all’improvviso, ha ceduto. Ha raccontato di aver agito spinto dalla paura di perdere il figlio, un bambino di sette anni, dopo una lite finita male. «Non volevo che mi portasse via il bambino», avrebbe ripetuto più volte, secondo chi era presente. Il giudice ha ascoltato senza interrompere, prendendo nota di ogni particolare. L’uomo ha anche indicato con precisione l’arma del delitto: un coltello da cucina, che gli investigatori hanno trovato nell’abitazione.
Le accuse pesanti della procura
La procura di Civitavecchia contesta a Carlomagno il reato di femminicidio aggravato e occultamento di cadavere. Il pm ha chiesto l’applicazione dell’articolo 577 bis del codice penale, che prevede l’ergastolo per chi uccide «per motivi di odio, discriminazione di genere o per reprimere la libertà» della vittima. Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso Carlomagno, la lite è scoppiata nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, quando la tensione è esplosa. L’uomo avrebbe preso il coltello e colpito Federica più volte.
Dopo il delitto, avrebbe distrutto il cellulare della moglie — un gesto che gli investigatori ritengono mirato a cancellare ogni traccia — e poi scavato una buca in un terreno vicino alla sua azienda agricola, dove ha nascosto il corpo.
Dalla sparizione al ritrovamento del corpo
Federica Torzullo, 41 anni, era sparita dall’8 gennaio. I vicini si erano accorti della sua assenza già il giorno dopo. La denuncia è arrivata dai familiari, preoccupati dal silenzio improvviso e dalle chiamate senza risposta. Le ricerche si sono concentrate tra Anguillara Sabazia e i terreni agricoli circostanti. Solo domenica 19 gennaio il corpo è stato trovato in una buca profonda poco più di mezzo metro, coperta da terra e rami secchi. Gli agenti della squadra mobile hanno lavorato fino a sera per recuperare il cadavere e raccogliere indizi utili.
Carlomagno era già stato fermato e portato nel carcere di Civitavecchia. Inizialmente ha mantenuto un atteggiamento chiuso, quasi ostile. Gli investigatori segnalavano anche un rischio concreto di fuga: l’uomo aveva provato ad allontanarsi subito dopo la scomparsa della moglie.
L’autopsia conferma la violenza dell’attacco
I primi risultati dell’autopsia hanno mostrato la brutalità dell’aggressione. Federica è stata colpita con 23 coltellate, di cui 19 sul collo e sul viso. Le altre hanno raggiunto torace e addome. Un accanimento che ha colpito anche i medici legali. «Le ferite mostrano un attacco particolarmente violento», ha spiegato uno degli specialisti incaricati. Proprio per questo la procura ha deciso di contestare a Carlomagno la forma più grave di femminicidio.
Famiglia in crisi e indagini ancora aperte
La coppia viveva da tempo una crisi profonda. Litigi frequenti, tensioni sull’affidamento del figlio e sulla gestione dell’azienda agricola. Alcuni amici di Federica hanno raccontato agli inquirenti che lei temeva per la sua sicurezza: «Aveva confidato di sentirsi sotto pressione», ha detto una conoscente.
Le indagini vanno avanti per chiarire ogni dettaglio. La procura sta valutando anche eventuali responsabilità di altre persone vicine alla coppia. Intanto ad Anguillara Sabazia la comunità è sotto shock: davanti alla casa dei coniugi sono comparsi fiori e messaggi di cordoglio. Un silenzio pesante accompagna ora le giornate del paese, in attesa della decisione del giudice sul futuro di Claudio Carlomagno.
