Il mistero del vescovo di Alessandria: indagini su Tesla, kitesurf e bilanci scomparsi

Il mistero del vescovo di Alessandria: indagini su Tesla, kitesurf e bilanci scomparsi

Il mistero del vescovo di Alessandria: indagini su Tesla, kitesurf e bilanci scomparsi

Matteo Rigamonti

Gennaio 22, 2026

Alessandria, 22 gennaio 2026 – Il Vaticano ha aperto un’inchiesta sulla gestione della diocesi di Alessandria, guidata da quasi quattordici anni da monsignor Guido Gallese. La decisione arriva dopo mesi di segnalazioni e lettere anonime. A gennaio è arrivato in città il cardinale Giuseppe Bertello, mandato dal Dicastero dei vescovi per fare chiarezza sulla situazione amministrativa e pastorale. La sua presenza, confermata da fonti della curia locale, ha acceso i riflettori su alcune scelte del vescovo, come l’uso di una Tesla come auto di servizio e il mancato rilascio dei bilanci diocesani.

Il Vaticano entra in diocesi: il controllo che fa discutere

Il cardinale Bertello è sbarcato in via del Vescovado nei primi giorni di gennaio. Da allora ha incontrato sacerdoti, membri della curia e laici attivi nelle parrocchie. La visita apostolica – così si chiama ufficialmente questo tipo di ispezione – punta a fare chiarezza sulle risorse economiche e sull’atmosfera interna alla diocesi. “Non sappiamo esattamente il motivo preciso della visita”, spiega Enzo Governale, portavoce di monsignor Gallese, “ma la prendiamo con spirito di obbedienza. È normale che una verifica così importante sollevi domande, soprattutto sulle finanze”.

Stando a quanto filtrato, il dossier su Gallese è stato costruito nel tempo, con segnalazioni e denunce inviate a Roma. Il fascicolo è passato prima sotto la lente del cardinale Robert Francis Prevost, allora a capo del Dicastero dei vescovi e oggi papa Leone XIV. Solo dopo è stato deciso di mandare un ispettore direttamente sul posto.

Bilanci nascosti e investimenti sotto la lente

Uno dei nodi più spinosi è la mancata pubblicazione dei bilanci della diocesi. Da tempo i documenti contabili non sono né disponibili online, né diffusi tra i fedeli. “Sicuramente anche i bilanci verranno controllati”, assicura Governale, “ma non credo che si troveranno numeri in rosso”. Resta però alta la richiesta di trasparenza da parte della comunità.

Nel mirino degli ispettori ci sono anche alcune operazioni immobiliari degli ultimi anni. Su tutte, l’acquisto dell’appartamento del vescovo nello storico convento dei frati cappuccini – che fino a poco tempo fa ospitava i religiosi – e la costruzione del nuovo Collegio Santa Chiara, pensato per gli studenti universitari. “Gli investimenti sono stati possibili grazie al sostegno dello Stato e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria”, precisa il portavoce. “La gestione non ha nulla da nascondere: questo controllo è un’occasione per confermare che la strada intrapresa è quella giusta”.

La Tesla, il kitesurf e un vescovo fuori dal coro

Tra gli episodi che hanno fatto discutere in città c’è la scelta di monsignor Gallese di arrivare al pranzo di Natale per i poveri a bordo di una Tesla. L’immagine del vescovo che parcheggia l’auto elettrica davanti al centro Caritas ha fatto il giro dei social, dividendo i parrocchiani. “So che la Tesla ha suscitato curiosità e qualche critica”, ammette Governale, “ma va vista alla luce della Laudato Si’”. L’enciclica di papa Francesco invita a prendersi cura del creato: “Scegliere un’auto elettrica è stata una decisione consapevole per la sostenibilità”, aggiunge, sottolineando che l’acquisto non è stato fatto con i soldi della diocesi.

Non solo auto. Secondo diverse testimonianze, il vescovo è appassionato di kitesurf e spesso vola in Sudamerica per allenarsi. Dettagli che lo allontanano un po’ dall’immagine tradizionale del vescovo locale.

Fedeli divisi: tra chi lo sostiene e chi chiede chiarezza

Nel cuore di Alessandria, tra piazza della Libertà e via San Lorenzo, i pareri sono contrastanti. C’è chi difende il vescovo: “Ha portato aria nuova”, dice una volontaria della Caritas incontrata ieri mattina. Ma non mancano i dubbi: “I conti devono essere chiari”, osserva un pensionato uscendo dalla messa delle 8.

La visita apostolica andrà avanti ancora per qualche settimana. Solo a ispezione conclusa il Vaticano deciderà se prendere provvedimenti o chiudere il caso. Intanto, in diocesi si attendono risposte, tra sospetti, attese e la vita di tutti i giorni che scorre tra le navate e le stanze della curia.