Il Tar boccia Bologna Città 30: il sindaco Lepore avverte «serve per salvare vite»

Il Tar boccia Bologna Città 30: il sindaco Lepore avverte «serve per salvare vite»

Il Tar boccia Bologna Città 30: il sindaco Lepore avverte «serve per salvare vite»

Matteo Rigamonti

Gennaio 22, 2026

Bologna, 22 gennaio 2026 – Il Tar dell’Emilia-Romagna ha cancellato il provvedimento “Bologna Città 30”, che da gennaio 2024 aveva imposto il limite di 30 km/h quasi ovunque in città. La decisione, arrivata ieri, mette in dubbio la validità dell’ordinanza comunale, sostenendo che i limiti devono essere decisi “strada per strada”. Il sindaco Matteo Lepore però non molla: “Serve a salvare vite”, ha detto, annunciando una conferenza stampa per oggi con i prossimi passi.

Tar boccia il “Città 30”: limiti da rivedere strada per strada

Secondo il Tar, il Comune non può fissare un limite di 30 km/h valido ovunque senza distinzioni. I giudici hanno dato ragione a un ricorso presentato da alcune categorie di lavoratori, soprattutto i tassisti, appoggiati da Fratelli d’Italia. La motivazione è netta: “I divieti devono essere decisi strada per strada, basandosi su dati concreti come il passaggio pedonale, la vicinanza alle scuole o la qualità dei marciapiedi”.

La sentenza arriva dopo mesi di discussioni accese. Da una parte chi difendeva il provvedimento come utile per la sicurezza; dall’altra chi lamentava problemi per la mobilità e il lavoro. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, uno dei critici più duri del modello “Città 30”, ha commentato con soddisfazione: “Non si può imporre un divieto uguale per tutti senza valutare caso per caso”.

I numeri del “Città 30”: incidenti dimezzati, nessun pedone morto

Il provvedimento, partito dopo sei mesi di prova, ha fatto di Bologna la prima grande città italiana a mettere il limite di 30 km/h quasi ovunque. Solo alcune strade principali, come i viali di circonvallazione, sono rimaste a 50 km/h. Secondo i dati del Comune, nel primo anno non si sono registrati pedoni morti sulle strade cittadine. Un risultato che Lepore ha definito “unico tra le grandi città italiane”.

Gli incidenti sono calati della metà rispetto agli anni prima. Anche i feriti sono diminuiti. “Abbiamo dimostrato che abbassare la velocità salva vite”, ha ripetuto il sindaco. Ma la misura non ha mai convinto tutti e ha diviso l’opinione pubblica.

Reazioni a caldo: Comune pronto a rispondere, opposizioni e tassisti esultano

La sentenza è una vittoria per chi si opponeva al “Città 30”. I tassisti, promotori del ricorso, parlano di “una boccata d’aria fresca” dopo mesi difficili. Per loro il limite ha ridotto corse e guadagni. Anche Fratelli d’Italia festeggia: “Una battaglia vinta per la libertà di movimento”.

Il Comune però non si arrende. “La sentenza solleva questioni burocratiche – ha detto Lepore – ma conferma il ruolo del Comune nel decidere i limiti di velocità”. In pratica, la filosofia della “Città 30” resta, cambieranno solo le modalità tecniche.

E adesso? Nuove mosse e possibili ricorsi all’orizzonte

Nei prossimi giorni il sindaco illustrerà le contromisure. “Andremo avanti”, ha ribadito. Il Comune sta pensando a nuovi provvedimenti per rispondere alle richieste del Tar, mantenendo il limite di 30 km/h dove si può. Si valutano ordinanze specifiche per singole strade o quartieri, come chiesto dai giudici.

La questione, intanto, resta aperta anche a livello nazionale. Il modello bolognese era seguito da vicino da altre città – Milano e Roma in testa – che avevano avviato esperimenti simili. Ora la sentenza potrebbe influenzare anche loro.

Sicurezza stradale e politica: il confronto continua

Il tema della sicurezza stradale resta centrale. Lepore insiste: “Le vittime della strada e le loro famiglie ce lo chiedono”. L’obiettivo è chiaro: ridurre e prevenire gli incidenti, una priorità che, secondo il sindaco, non può essere messa in discussione per questioni burocratiche.

Ma il dibattito si sposta anche sul piano politico. Da una parte chi vuole regole più flessibili e attenzione alle esigenze di lavoratori e cittadini; dall’altra chi chiede misure forti per proteggere la vita sulle strade. Nelle prossime settimane si capirà che strada prenderà Bologna – e forse l’Italia – su un tema che riguarda tutti ogni giorno.