Jessica Moretti svela la verità su Crans-Montana: «Non sono scappata»

Jessica Moretti svela la verità su Crans-Montana: «Non sono scappata»

Jessica Moretti svela la verità su Crans-Montana: «Non sono scappata»

Matteo Rigamonti

Gennaio 22, 2026

Crans-Montana, 22 gennaio 2026 – Jessica Moretti, comproprietaria del Constellation di Crans-Montana, è stata ascoltata ieri per dieci ore dalla procura del Cantone Vallese nell’inchiesta sulla tragedia della notte di Capodanno. Quel rogo nel locale ha causato la morte di 40 persone e ferito altre 116. L’interrogatorio si è svolto nel palazzo di giustizia di Sion e ha ricostruito passo dopo passo quanto accaduto dall’1:26 del primo gennaio. “Non sono scappata, sono corsa fuori a chiamare i soccorsi”, ha detto Moretti alla procuratrice aggiunta Christine Seppey e agli avvocati delle famiglie delle vittime, respingendo così ogni accusa di omissione di soccorso.

Le immagini che complicano la versione di Moretti

Durante l’audizione, la posizione di Jessica Moretti è stata messa alla prova da nuovi elementi portati dagli avvocati delle famiglie. L’avvocato Romain Jordain ha consegnato alla procura alcune immagini in cui si vede la donna mentre riprende col cellulare l’accensione di candele pirotecniche su bottiglie di champagne. Secondo le prime ricostruzioni, proprio una di queste bottiglie sarebbe stata all’origine del rogo che ha distrutto il locale. Un dettaglio che stride con quanto Moretti aveva detto alla polizia, ovvero di non avere foto o video della serata. Ora questo particolare pesa molto nelle indagini.

Moretti ha confermato la versione già data poche ore dopo la tragedia: non è riuscita a rientrare nel locale per via della folla in fuga e ha aspettato fuori l’arrivo del marito, Jacques Moretti, anche lui indagato. Gli inquirenti si sono concentrati su quei minuti drammatici, cercando di capire chi abbia gestito cosa e come.

Chi ha la responsabilità?

Sulla questione delle responsabilità, Jessica Moretti ha seguito la linea difensiva del marito. “Ho formato il personale sulle norme di sicurezza”, ha detto agli inquirenti, riferendosi allo spettacolo con champagne e candeline che andava avanti da dieci anni nel locale. “Dicevo ai ragazzi di fare attenzione, di tenere le bottiglie inclinate”, ha aggiunto, sottolineando di aver dato indicazioni precise per evitare problemi con il soffitto.

Alla domanda sulla consapevolezza del rischio legato al soffitto, Moretti ha risposto: “Lo facevo perché sono molto prudente”. Ha poi puntato il dito sugli addetti alla sicurezza: “Dovevano controllare i documenti e le uscite”. Secondo la sua versione, la responsabilità non è solo sua, ma anche di chi non ha fatto i controlli necessari. Uno dei suoi avvocati ha ribadito: “L’indagine deve andare avanti anche sul Comune”.

L’inchiesta si allarga: nuovi indagati in vista

Nel frattempo, l’inchiesta della procura di Sion potrebbe allargarsi e coinvolgere altre persone oltre ai coniugi Moretti. L’avvocato Patrick Michod ha sottolineato la “necessità di sentire altre persone”, emersa dagli interrogatori recenti. Romain Jordain, che rappresenta alcune famiglie delle vittime, ha detto chiaramente: “Spero che il banco degli indagati si riempia”. Ora l’attenzione si sposta anche sul Comune di Crans-Montana e sui mancati controlli di sicurezza negli ultimi cinque anni.

Parallelamente, in Italia proseguono le indagini della procura di Roma sulla morte dei due sedicenni milanesi Chiara Costanzo e Achille Barosi. Ieri a Milano è stata fatta l’autopsia sui loro corpi, mentre a Roma si è tenuto un incontro tra gli avvocati delle famiglie e il ministro della giustizia Carlo Nordio per definire una strategia comune.

Il dolore e la tensione in città

A Crans-Montana l’aria è ancora pesante. Ieri mattina, fuori dal tribunale di Sion, alcuni parenti delle vittime hanno aspettato a lungo l’uscita dei Moretti. “Vogliamo solo sapere la verità”, ha detto una madre arrivata da Torino. La comunità locale è scossa. Molti negozi hanno esposto cartelli con messaggi di cordoglio e richieste di giustizia.

La procura del Vallese continuerà nei prossimi giorni con nuove audizioni. Solo allora – forse – si potrà mettere insieme un quadro più chiaro delle responsabilità che hanno portato alla notte più tragica della storia recente di questa località svizzera.