Roma, 22 gennaio 2026 – La Camera dei Deputati ha dato il via libera all’unanimità alla legge sui cammini d’Italia, un passo importante per mettere in luce gli itinerari da fare a piedi o con mezzi a basso impatto ambientale. Il testo è passato con 243 voti favorevoli e nessun contrario. Ora toccherà al Senato riesaminarlo, dopo una correzione tecnica sulle risorse finanziarie.
I cammini italiani diventano legge: un riconoscimento atteso
La nuova legge quadro, spiegata dal relatore Gianluca Caramanna (Fratelli d’Italia), punta a mettere in primo piano i cammini italiani: quei sentieri che raccontano storie, fede, natura e cultura del nostro Paese. “Non sono solo percorsi per escursionisti”, ha detto Caramanna in Aula, “ma corridoi di cultura e sviluppo per le comunità locali”. La norma dà centralità a questi itinerari, valorizzando il patrimonio naturale e culturale e promuovendo un modo lento e rispettoso di muoversi.
Mobilità dolce e turismo lento al centro
Al cuore della legge c’è la spinta verso la mobilità dolce: camminare, pedalare, o usare mezzi che non inquinano. Il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha sottolineato che questo risponde a una domanda crescente di viaggi autentici e sostenibili. La legge vuole dare nuova vita ai borghi, alle zone interne, spesso dimenticate dal turismo di massa. “I cammini sono la forza dell’Italia minore”, ha detto Santanchè, “e possono diventare una leva di sviluppo per tante comunità”.
Sicurezza e qualità: standard chiari per i percorsi
Tra i punti chiave c’è la definizione di standard minimi per sicurezza, qualità e accessibilità. I cammini riconosciuti saranno mappati, segnalati in modo uniforme e dotati di aree di sosta e servizi informativi. “Vogliamo garantire a tutti, anche alle persone con disabilità, di vivere queste esperienze in sicurezza”, ha spiegato il deputato Marco Simiani (Pd), tra i promotori della legge. Sono previsti anche interventi regolari di manutenzione e la formazione degli operatori locali.
Banca dati nazionale e cabina di regia per coordinare tutto
Per tenere sotto controllo i cammini, sarà creata una banca dati nazionale al Ministero del Turismo. Qui enti locali, associazioni e operatori potranno aggiornare informazioni su sentieri, strutture e servizi. Insieme alla banca dati, nascerà una cabina di regia interministeriale per tracciare le linee guida e coordinare le attività a ogni livello istituzionale. È previsto anche un tavolo permanente dedicato al turismo lento, con il coinvolgimento delle Regioni e delle principali associazioni.
Un’occasione per i territori e le comunità
Nel 2025, secondo l’Associazione Europea delle Vie Francigene, più di 80mila pellegrini hanno percorso almeno un tratto dei cammini italiani. Numeri in crescita, che mostrano l’interesse per modi di viaggiare più consapevoli. “Questa legge può cambiare davvero le cose”, ha commentato Massimo Tedeschi, presidente dell’associazione, “perché finalmente si riconosce il valore sociale ed economico dei cammini”. L’impatto atteso riguarda non solo il turismo, ma anche la tutela del paesaggio, la promozione dei prodotti locali e la rinascita delle aree rurali.
Prossimi passi: il Senato deciderà l’ultima parola
Dopo il via libera della Camera, il testo torna a Palazzo Madama per l’approvazione definitiva. La modifica da apportare riguarda la distribuzione dei fondi tra le amministrazioni coinvolte, richiesta dal Ministero dell’Economia. I promotori confidano in una rapida chiusura dell’iter parlamentare. “C’è un ampio consenso”, ha detto Simiani, “e la voglia di arrivare presto all’attuazione”. Solo allora i cammini d’Italia avranno finalmente un quadro stabile e strumenti concreti per crescere.
Intanto, tra deputati e operatori del settore, l’entusiasmo è evidente. Nel Transatlantico si sono visti abbracci e strette di mano. “Era ora”, ha sussurrato un funzionario del Ministero del Turismo uscendo dall’Aula.
