La tempesta geomagnetica si spegne: cosa significa dopo tre giorni di intensa attività

La tempesta geomagnetica si spegne: cosa significa dopo tre giorni di intensa attività

La tempesta geomagnetica si spegne: cosa significa dopo tre giorni di intensa attività

Matteo Rigamonti

Gennaio 22, 2026

Roma, 22 gennaio 2026 – È finita nella notte tra il 21 e il 22 gennaio la tempesta geomagnetica iniziata il 19 gennaio, un evento di intensità rara secondo il Centro di previsione meteorologica spaziale della NOAA, l’agenzia americana che tiene d’occhio il meteo spaziale. Dopo tre giorni di forte turbolenza, il Sole è tornato a una fase più tranquilla, anche se gli esperti italiani mettono in guardia: “Una tempesta così lunga e intensa non capita spesso”, ha detto Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all’Università di Trieste.

Tempesta geomagnetica: un evento lungo e potente

La tempesta aveva raggiunto il livello G4 (su una scala che arriva a G5) e si è poi calmata fino al G3 prima di spegnersi. “Ora bisogna vedere come andrà nelle prossime ore”, ha aggiunto Messerotti, spiegando che la fine dell’evento coincide con l’uscita della Terra da una grande nube di plasma solare. In questo caso, la nube si è rivelata più estesa del previsto, mantenendo il nostro pianeta esposto alle particelle cariche più a lungo.

I dati raccolti a livello internazionale mostrano che la tempesta è stata scatenata da una espulsione di massa coronale (CME) partita dal Sole il 18 gennaio. Il plasma si è mosso verso la Terra a circa 1.700 chilometri al secondo, coprendo la distanza in poco più di 25 ore. L’evento era legato a un brillamento solare di classe X1.9, uno dei più forti registrati negli ultimi anni.

Cosa è successo sulla Terra: blackout radio e problemi ai satelliti

Al momento non sono ancora chiari tutti i danni causati dalla tempesta. Le prime segnalazioni parlano di blackout radio e interruzioni ai sistemi GPS. “I problemi più seri potrebbero essere arrivati da un’altra tempesta, quella di radiazioni solari”, ha spiegato Mirko Piersanti, professore all’Università dell’Aquila ed esperto di meteo spaziale. Le radiazioni ionizzanti hanno rappresentato un rischio concreto per gli astronauti in orbita e per i satelliti. “Ora si stanno controllando eventuali danni ai sistemi elettronici”, ha aggiunto Piersanti.

La tempesta di radiazioni, che sta ora diminuendo, aveva raggiunto il livello S4 su una scala da S1 a S5. Questo fenomeno si verifica quando un’eruzione solare spinge verso la Terra una nube di particelle energetiche – soprattutto protoni – che viaggiano a velocità altissime.

Correnti indotte e anomalie nel nostro Paese

Un aspetto particolare di questa tempesta sono state le correnti indotte a terra, generate dai cambiamenti nel campo magnetico terrestre. “Abbiamo stimato che il picco delle correnti nel sottosuolo ha raggiunto il Trentino Alto-Adige nel momento dell’impatto”, ha raccontato Piersanti. Un fenomeno che non si vedeva dal 2003, durante la famosa “tempesta solare di Halloween”. Allora, come oggi, queste correnti possono creare problemi alle reti elettriche e ai dispositivi tecnologici più sensibili.

Uno spettacolo insolito: aurore visibili anche in Italia

La tempesta ha regalato anche uno spettacolo raro: tra il 19 e il 20 gennaio, in diverse regioni italiane si sono viste aurore polari. Dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia, molte persone hanno fotografato cieli colorati di verde e rosso, condividendo immagini sui social.

Secondo Messerotti, tutto è partito dalla CME collegata al brillamento X1.9, proveniente dalla regione attiva AR 4341: “Quella zona del Sole aveva 18 macchie solari e si estendeva per circa 1,5 miliardi di chilometri quadrati, tre volte la superficie della Terra”.

Occhi puntati sul futuro: il monitoraggio continua

Gli scienziati restano in allerta. “Solo nelle prossime ore potremo capire se ci sono stati danni a satelliti e infrastrutture”, ha ribadito Piersanti. Questo episodio mostra come i fenomeni solari possano influenzare davvero la vita di tutti i giorni: dalla navigazione ai voli aerei, fino alle comunicazioni radio.

Il monitoraggio va avanti, sia a livello internazionale sia nei centri italiani specializzati. E anche se il Sole sembra essersi calmato, gli esperti ricordano che siamo vicini al massimo del ciclo solare: eventi simili potrebbero ripetersi nei prossimi mesi.