La tempesta Harry lascia il segno sul mar Tirreno: i satelliti svelano la sua forza

La tempesta Harry lascia il segno sul mar Tirreno: i satelliti svelano la sua forza

La tempesta Harry lascia il segno sul mar Tirreno: i satelliti svelano la sua forza

Giada Liguori

Gennaio 22, 2026

Palermo, 22 gennaio 2026 – La mattina del 20 gennaio, il satellite Sentinel-1 del programma europeo Copernicus ha catturato la “firma” della tempesta Harry sul mar Tirreno meridionale. L’immagine, diffusa dall’Agenzia Spaziale Europea e dalla Commissione Ue, mostra in modo nitido le scie e le turbolenze lasciate dai venti che hanno spazzato la zona. Il mare si presenta come una tela incisa, segnata da linee e increspature visibili persino dallo spazio.

Tempesta Harry: i segni lasciati dal vento sul Tirreno

I dati radar confermano che quelle scie visibili sono il risultato dei forti venti che hanno sferzato la superficie del mare, lasciando tracce ben evidenti soprattutto nelle zone più esposte. “Quello che vediamo sono vere e proprie impronte del vento”, ha spiegato un tecnico dell’ESA, sottolineando come la forma delle coste influenzi molto l’intensità delle raffiche.

Vicino alla Sicilia settentrionale e all’Italia meridionale peninsulare, invece, il mare è meno agitato. Qui rilievi e insenature fanno da barriera naturale, smorzando la forza della tempesta. Al largo, invece, il mare si fa più mosso, con una superficie ruvida che tradisce la potenza dei venti di burrasca, capaci di sollevare onde e creare turbolenze.

Le Eolie: un vero laboratorio del vento

Un caso particolare è quello delle isole Eolie, dove le dinamiche tra vento e territorio diventano più intricate. Le isole interrompono il flusso d’aria, generando dietro di sé aree di calma alternata a zone turbolente. “Le immagini satellitari ci mostrano esattamente dove il vento si scontra e dove invece trova riparo”, ha raccontato un ricercatore dell’Università di Palermo.

Questi dati non sono solo una curiosità scientifica. Le informazioni raccolte dal satellite aiutano a capire come le tempeste impattano sulle attività marine e costiere. Monitorare la superficie del mare in tempo reale – anche con il cielo coperto o di notte – è uno strumento prezioso per la sicurezza in navigazione e per gestire le emergenze.

Satelliti in prima linea per prevenire e studiare le tempeste

Il Sentinel-1, grazie al radar ad apertura sintetica, riesce a osservare la superficie del mare in ogni condizione meteo. “Possiamo seguire le tempeste passo dopo passo”, ha spiegato un portavoce dell’Agenzia Spaziale Europea. Questo aiuta non solo a valutare i danni possibili sulle coste, ma anche a migliorare i modelli meteo a livello regionale.

Secondo Copernicus, i dati raccolti durante eventi come la tempesta Harry sono fondamentali per capire meglio come si muove il vento nel Mediterraneo. Le immagini satellitari vengono incrociate con le informazioni prese a terra – dalle boe, dalle stazioni meteorologiche, dalle osservazioni dirette – per avere un quadro il più preciso possibile.

Sicurezza e navigazione: il valore concreto delle immagini satellitari

Non si tratta solo di ricerca. Queste osservazioni hanno effetti pratici su chi lavora e viaggia sul mare. Le compagnie di navigazione usano questi dati per scegliere rotte più sicure durante le tempeste. Anche autorità portuali e soccorsi si affidano alle informazioni in tempo reale per organizzare al meglio gli interventi.

La foto scattata dal Sentinel-1 il 20 gennaio non è solo un’immagine suggestiva: è uno strumento concreto per affrontare con più consapevolezza i rischi dei fenomeni meteo estremi, sempre più frequenti nel Mediterraneo. Come ha ricordato un meteorologo dell’ARPA Sicilia, “solo con una rete integrata di osservazione possiamo davvero capire cosa succede sopra e sotto la superficie del mare”.