Maltempo in Sardegna: danni devastanti per centinaia di milioni di euro

Maltempo in Sardegna: danni devastanti per centinaia di milioni di euro

Maltempo in Sardegna: danni devastanti per centinaia di milioni di euro

Matteo Rigamonti

Gennaio 22, 2026

Cagliari, 22 gennaio 2026 – La Sardegna si trova davanti a un conto salato: i danni alle infrastrutture e all’ambiente, secondo le prime stime, superano i centinaia di milioni di euro. A lanciare l’allarme è stata la presidente della Regione, Alessandra Todde, durante un sopralluogo questa mattina sulla spiaggia del Poetto di Cagliari, accompagnata dal capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano. Quel tratto di costa, simbolo della città, porta ancora i segni profondi del passaggio del ciclone Harry, che ha colpito con forza la parte sud dell’isola nei giorni scorsi.

Ciclone Harry: danni pesanti a infrastrutture e beni culturali

La presidente Todde non ha girato intorno al problema: “Parliamo di danni per centinaia di milioni, non solo alle infrastrutture ma anche ai beni culturali e all’ambiente”. Il Poetto, una delle spiagge urbane più frequentate d’Italia, oggi mostra ampi tratti erosi, cabine distrutte e passerelle divelte. Ma i danni non si fermano qui. Le raffiche di vento e le mareggiate hanno colpito duramente anche strade, ponti e impianti pubblici in vari comuni della costa, fanno sapere i tecnici regionali.

Il sopralluogo è partito poco dopo le 9.30, con la delegazione che ha camminato lungo il tratto centrale della spiaggia. Alcuni abitanti si sono fermati a mostrare foto scattate durante le ore più difficili dell’emergenza. “Non abbiamo mai visto nulla di simile”, ha raccontato un bagnino storico del Poetto, indicando la linea di costa che si è spostata di diversi metri.

La Regione punta al governo per i fondi

“Prima di parlare di fondi regionali, serve un confronto con il governo e le risorse giuste”, ha detto Todde ai giornalisti. La presidente ha ribadito l’importanza di un lavoro unito tra istituzioni locali e centrali, senza lasciarsi trascinare dalle emozioni: “Non è il momento di agire d’istinto, ma con serietà”.

Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile, ha confermato che la conta dei danni è ancora in corso. “Stiamo raccogliendo tutte le segnalazioni dai comuni colpiti – ha spiegato – solo nei prossimi giorni avremo un quadro più chiaro”. Nel frattempo, la Regione Sardegna ha già avviato le pratiche per chiedere lo stato di emergenza nazionale.

Turismo e ambiente a rischio

Il ciclone Harry mette a rischio anche la stagione turistica alle porte. Il Poetto è uno dei luoghi più amati dai visitatori, con oltre due milioni di presenze ogni estate. Gli operatori temono che i lavori per sistemare tutto possano richiedere più tempo del previsto. “Siamo preoccupati per l’estate – ammette il presidente del consorzio Poetto Service – servono interventi veloci e fondi certi”.

Il bilancio ambientale è altrettanto grave. Secondo i primi rilievi dell’ARPAS, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, sono andati persi diversi ettari di dune e habitat protetti. Alcune parti della spiaggia sono state completamente spazzate via, con conseguenze ancora da capire sulla fauna locale.

Ricostruzione e prevenzione: le mosse future

Nei prossimi giorni la Regione presenterà al governo un rapporto dettagliato sui danni, primo passo per ottenere i fondi necessari alla ripresa. “Non possiamo limitarci a rattoppare – ha spiegato Todde – dobbiamo mettere in campo interventi che mettano davvero in sicurezza il territorio”.

Il tema della prevenzione torna così al centro del dibattito. Gli esperti avvertono che eventi come questo stanno diventando sempre più frequenti anche nel Mediterraneo. “Serve un piano serio contro l’erosione costiera”, ha sottolineato un docente dell’Università di Cagliari presente al sopralluogo.

Intanto, tra chi vive al Poetto si respira un clima di incertezza. “Speriamo che stavolta non si perda tempo”, confida una commerciante storica. E la sensazione che si fa strada è che la risposta delle istituzioni sarà decisiva non solo per la ricostruzione, ma anche per la fiducia della comunità nel futuro della propria costa.