Pisa, 22 gennaio 2026 – Un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto, nel Dna di alcune varietà di orzo, i geni che permettono alla pianta di resistere a piogge intense e germinare anche su terreni allagati. Lo studio, guidato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa insieme alla Scuola Normale Superiore, è stato pubblicato sulla rivista internazionale Plant Physiology. Una scoperta che, secondo gli autori, potrebbe aprire nuove strade per l’agricoltura, sempre più messa alla prova dai cambiamenti climatici.
I geni che aiutano l’orzo a sfidare le piogge forti
Il gruppo guidato da Chiara Pucciariello ha analizzato una grande varietà di orzo proveniente da Europa, Asia e Africa. Un lavoro lungo mesi, che ha messo insieme dati genetici e informazioni sulle piogge nelle zone di origine delle piante. “Abbiamo trovato una zona precisa nel Dna che sembra legata alla capacità dei semi di germinare anche dopo allagamenti”, ha spiegato Pucciariello, docente alla Scuola Sant’Anna. Lo studio si è concentrato su come alcune varietà riescano a superare condizioni che per altre colture sono spesso letali.
Come il Dna risponde alle sfide del clima
I dati mostrano che quella parte di Dna contiene geni legati alla struttura del seme e alla cosiddetta dormienza. Questo è un meccanismo che permette al seme di aspettare prima di germogliare, finché il terreno non è più adatto. Solo allora il seme “si sveglia” e comincia a crescere. “Questo risultato dimostra che possiamo individuare varietà di orzo capaci di germinare dopo eventi estremi, studiando i modelli di pioggia nelle loro zone di coltivazione”, ha aggiunto Pucciariello.
Una risposta concreta per l’agricoltura di domani
La scoperta arriva in un momento in cui l’agricoltura mondiale deve fare i conti con un clima sempre più instabile. Piogge improvvise, siccità, alluvioni: situazioni che rischiano di compromettere i raccolti in molte regioni. Gli autori sottolineano che selezionare o sviluppare varietà di orzo più resistenti può essere un aiuto prezioso per gli agricoltori. “Capire come funziona la tolleranza all’allagamento – ha detto ancora Pucciariello – ci dà la possibilità di mettere a punto nuove strategie per adattarci”.
Dati precisi per scoprire la resistenza
Il lavoro pubblicato su Plant Physiology si basa su analisi dettagliate del Dna e su una raccolta accurata di dati climatici storici. Gli scienziati hanno incrociato le informazioni genetiche con i dati sulle piogge nelle aree di provenienza delle varie varietà di orzo. Così sono riusciti a isolare i tratti genetici collegati alla resistenza agli allagamenti. “Non tutte le varietà reagiscono allo stesso modo – ha spiegato uno dei ricercatori – ma ora abbiamo strumenti più precisi per capire perché alcune sopravvivono meglio”.
Un passo avanti per la sicurezza alimentare globale
La ricerca italiana si inserisce in un percorso internazionale che punta a rendere le colture più resistenti ai cambiamenti climatici. L’orzo, coltivato in tutto il mondo per il cibo umano e animale, è una specie chiave per la sicurezza alimentare. “Questi risultati – ha concluso Pucciariello – sono solo l’inizio: serviranno altri studi per portare queste conoscenze direttamente nei campi e aiutare davvero gli agricoltori”.
Per ora, la scoperta dei geni della tolleranza alle piogge estreme dà una nuova speranza a chi lavora la terra e teme le sfide del clima. Un piccolo ma fondamentale passo nella lotta per garantire raccolti stabili anche in un mondo sempre più imprevedibile.
