Torino, 22 gennaio 2026 – ExoMars prova l’atterraggio in Italia. Nel 2028 partirà verso Marte con la missione di far atterrare il rover Rosalind Franklin. Per prepararsi, gli ingegneri dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), insieme a Thales Alenia Space e Airbus, hanno svolto a Torino una lunga serie di test. Oltre un mese di prove per simulare le condizioni estreme che la piattaforma di atterraggio incontrerà sul Pianeta Rosso. L’obiettivo è chiaro: assicurarsi che il veicolo possa toccare terra senza problemi, anche su terreni difficili, e che il rover possa subito cominciare a cercare tracce di vita sotto la superficie.
Torino, laboratorio di atterraggio: prove dal vero per evitare rischi
Nella sede torinese di Thales Alenia Space, che guida la missione, è stato realizzato un modello a grandezza naturale della piattaforma di atterraggio. Questo modello è stato fatto cadere una dozzina di volte, verticalmente, su diversi tipi di terreno. Alcune superfici erano ricoperte da sabbia studiata per somigliare al suolo marziano. La stessa sabbia servirà poi per testare i movimenti del rover Rosalind Franklin, chiamato a perforare il terreno fino a due metri di profondità.
Le gambe della piattaforma, identiche a quelle che voleranno su Marte, sono state messe alla prova con cadute da varie altezze e velocità. “L’ultima cosa che vogliamo è che la piattaforma si ribalti appena tocca il suolo marziano”, ha detto Benjamin Rasse, responsabile ESA per il modulo di discesa ExoMars. Per questo si è testato ogni possibile scenario: atterraggi inclinati, impatti su rocce, superfici irregolari.
Tecnologia europea in prima linea: ogni dettaglio sotto controllo
Dietro la collaborazione fra ESA, Thales Alenia Space e Airbus — che fornisce la piattaforma di atterraggio — c’è anche il contributo tecnico di Altec, azienda torinese specializzata in attività spaziali. Ogni particolare è passato al setaccio: dai paracadute ai motori che rallenteranno la discesa, fino ai sensori montati sulle quattro gambe della piattaforma.
Questi sensori hanno un compito delicato: individuare il momento in cui la piattaforma tocca terra e spegnere subito i motori di discesa. Un’operazione che deve essere fulminea. “Vogliamo che lo spegnimento avvenga in un battito di ciglia, non oltre i 200 millisecondi dal contatto col suolo”, ha spiegato ancora Rasse. Se si ritarda, i gas dei motori potrebbero sollevare detriti che metterebbero a rischio la stabilità dell’atterraggio.
Marte nel mirino: Rosalind Franklin pronta per il 2030
La partenza di ExoMars è fissata per il 2028, ma il rover Rosalind Franklin dovrebbe toccare il suolo marziano solo nel 2030. Il suo compito sarà cercare tracce di vita, passata o presente, scavando fino a due metri sotto la superficie — un record mai raggiunto prima su Marte.
Gli ingegneri stanno pensando a ogni possibile imprevisto. “Stiamo valutando tutti gli scenari”, ha detto uno dei tecnici durante i test a Torino. “Dobbiamo essere sicuri che la piattaforma possa atterrare anche se non è perfettamente verticale o se una gamba poggia su una roccia”.
Un salto importante per l’esplorazione spaziale europea
ExoMars è uno dei progetti più ambiziosi dell’ESA degli ultimi anni. L’Italia gioca un ruolo di primo piano grazie alle sue aziende e centri di ricerca. I test fatti a Torino sono una tappa fondamentale per arrivare a un atterraggio sicuro su Marte.
Nei prossimi mesi sono in programma altre simulazioni e controlli, per affrontare le condizioni estreme che la piattaforma incontrerà durante la discesa sul Pianeta Rosso. Solo allora, dicono gli ingegneri, si potrà dire davvero pronta la tecnologia europea per la sfida marziana.
