Bruxelles, 22 gennaio 2026 – La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha preso posizione con forza contro la partecipazione italiana al cosiddetto Board of Peace, definendolo senza mezzi termini “un’Onu a pagamento, costruito su misura per gli interessi di Trump”. Le sue parole sono arrivate nel primo pomeriggio, a margine del pre-vertice del Partito Socialista Europeo in corso a Bruxelles.
Schlein: “L’Italia non può entrare nel Board of Peace”
Per la leader dem, questo nuovo organismo internazionale, promosso dagli Stati Uniti e sostenuto dall’ex presidente Donald Trump, rappresenta una deviazione netta dai principi che hanno guidato la diplomazia italiana negli ultimi decenni. “Il governo italiano non deve partecipare, punto”, ha detto Schlein ai giornalisti, poco dopo le 14.30, davanti all’ingresso della sala conferenze dell’hotel Thon EU, dove si sono radunati i leader socialisti europei.
La questione del Board of Peace è emersa nelle ultime settimane, dopo che fonti diplomatiche americane hanno confermato l’intenzione di mettere in piedi una piattaforma alternativa alle Nazioni Unite, con regole di adesione selettive e finanziamenti privati. Un progetto che, secondo Schlein, rischia di “minare il ruolo delle sedi multilaterali” e di “spostare le decisioni internazionali verso logiche di potere economico”.
Il ruolo dell’Italia secondo Schlein
“La storia ci consegna un ruolo preciso”, ha spiegato la segretaria Pd, “quello di difendere il diritto internazionale, tutelare le sedi multilaterali e farle funzionare meglio per costruire un dialogo vero tra gli Stati e, soprattutto, la pace”. Una posizione che richiama la tradizione diplomatica italiana, sempre all’insegna della mediazione e del rispetto delle regole condivise.
Fonti vicine alla segreteria Pd dicono che il tema sarà al centro delle prossime discussioni, sia in Parlamento sia nei tavoli europei. “Non possiamo permettere che l’Italia venga trascinata in iniziative che rischiano di isolare l’Europa”, ha confidato un deputato dem presente a Bruxelles.
Reazioni e clima internazionale
La proposta del Board of Peace ha già acceso un dibattito acceso tra i governi europei. Mentre alcuni Paesi dell’Est sembrano aperti a valutarne l’adesione, la maggioranza dei membri dell’Unione, Italia compresa, guarda con scetticismo. “Non è il momento di spaccare il fronte occidentale”, ha osservato un funzionario della Commissione Ue, contattato da alanews.it.
Il governo italiano, per ora, resta in attesa. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha detto solo che “ogni proposta sarà valutata con attenzione”, senza entrare nei dettagli. Nel frattempo, la Farnesina segue con cautela, consapevole delle possibili ripercussioni sui rapporti con Washington e con gli alleati europei.
Le critiche al modello alternativo
Secondo diversi osservatori, il progetto americano rischia di aumentare le divisioni già presenti nella comunità internazionale. “Un’Onu a pagamento rischia di escludere i Paesi più deboli e di rafforzare le disuguaglianze”, ha spiegato un diplomatico italiano a New York. Anche alcune ong hanno espresso preoccupazione per una possibile marginalizzazione delle voci meno influenti.
Schlein, da parte sua, ha ribadito la necessità di “rafforzare le istituzioni multilaterali già esistenti”, invece di crearne di nuove su base selettiva. “Solo così si può garantire un dialogo reale tra gli Stati”, ha concluso, lasciando intendere che la battaglia politica è appena cominciata.
Cosa succederà ora
Nei prossimi giorni, il tema del Board of Peace sarà al centro del dibattito politico in Italia e in Europa. Il Parlamento potrebbe essere chiamato a esprimersi con una mozione specifica, mentre a Bruxelles si aspetta una posizione più chiara dalla Commissione Ue.
Per ora, resta il monito di Schlein: “L’Italia deve restare fedele ai suoi valori e al suo ruolo nella comunità internazionale”. Un messaggio che risuona tra i corridoi del vertice socialista e che potrebbe pesare sulle scelte dei prossimi mesi.
