Milano, 22 gennaio 2026 – Un fatto insolito ha agitato la mattinata di ieri nell’aula della sesta sezione penale del Tribunale di Milano, dove si stava svolgendo un processo per violenza sessuale su minore. Poco dopo le 10.30, l’avvocato Paolo Cassamagnaghi, difensore dell’imputato, ha notato sul banco dei giudici alcuni fogli sospetti: una dozzina di pagine che, secondo lui, contenevano già la sentenza di condanna, completa di motivazioni, con l’unica eccezione della quantificazione della pena.
Sentenza pronta prima del tempo: la scoperta che ha cambiato tutto
L’avvocato Cassamagnaghi ha raccontato che quei documenti erano “una sentenza già scritta”, che dichiarava colpevole l’imputato e dava credito alla testimonianza della persona offesa. Tutto questo, prima ancora che la consulente tecnica della difesa, convocata proprio per quella mattina, venisse ascoltata in aula. “C’era già tutto, mancava solo il numero della pena”, ha detto Cassamagnaghi ai colleghi, visibilmente preoccupato per la correttezza del procedimento.
Dopo un breve confronto con i giudici, Cassamagnaghi e la collega Roberta Ligotti hanno deciso di presentare un’istanza di ricusazione contro i tre magistrati del collegio. Hanno chiesto di poter vedere quei fogli, ma la richiesta è stata respinta. A quel punto, i giudici si sono ritirati, interrompendo l’udienza che era appena iniziata.
Udienza sospesa, tensione in aula
La sospensione è arrivata all’improvviso. Erano da poco passate le 10.30 quando il collegio ha comunicato la propria astensione, lasciando l’aula in un clima teso. Alcuni avvocati presenti hanno raccontato di aver visto i giudici alzarsi in silenzio, mentre tra i presenti si scambiavano domande e ipotesi su quanto stava succedendo.
La vicenda è stata subito segnalata alla quinta sezione penale della Corte d’Appello e al segretario della Camera penale di Milano. Ora toccherà al presidente del Tribunale, Fabio Roia, esaminare i documenti e decidere sull’astensione del collegio e sulla regolarità delle procedure fino a oggi.
La reazione degli avvocati: preoccupazione e richieste di chiarezza
Il caso ha suscitato preoccupazione tra gli avvocati milanesi. “Non avevo mai visto una cosa del genere in tanti anni di lavoro”, ha detto un penalista abituato alle aule di via Freguglia. La Camera penale ha chiesto trasparenza: “Serve chiarezza su quanto accaduto, per difendere il diritto alla difesa e la credibilità della giustizia”, si legge in una nota diffusa nel pomeriggio.
Secondo le prime informazioni, quei fogli sarebbero stati lasciati per sbaglio tra i fascicoli del processo. Non è chiaro se si trattasse di una bozza o di un documento già definitivo. La difesa insiste: “Non si può decidere prima che tutte le prove siano ascoltate e discusse in aula”, ha ribadito Cassamagnaghi.
Cosa succede adesso: incertezza e attesa
Il presidente Roia dovrà decidere se accettare l’astensione dei giudici e nominare un nuovo collegio per il processo. Nel frattempo, la Camera penale seguirà da vicino gli sviluppi. Non sono escluse altre mosse da parte della difesa, che vuole poter vedere ufficialmente quei documenti trovati sul banco dei giudici.
Il caso riapre il dibattito sulle garanzie del processo e sulla necessità di assicurare trasparenza e imparzialità nei procedimenti penali. “La fiducia nella giustizia si costruisce anche rispettando con rigore le regole”, ha detto un magistrato milanese che ha preferito restare anonimo.
Per ora, il processo è sospeso. Solo quando il presidente Roia si esprimerà si saprà quando e come riprenderà il dibattimento. Nel frattempo, tra avvocati e magistrati il clima resta teso. Nei corridoi e nelle aule del Tribunale si parla ancora di quei fogli trovati troppo presto sul banco dei giudici.
