Milano, 23 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno iniziato la giornata in modo fiacco, con gli investitori che preferiscono stare sul chi va là in attesa dei dati sugli indici PMI attesi sia in Europa sia negli Stati Uniti. In un clima ancora segnato da tensioni geopolitiche, i principali mercati del Vecchio Continente hanno chiuso le prime ore di contrattazione con cali contenuti.
Borse europee partono in rosso: Parigi, Francoforte e Londra in calo
Alle 9.30, a Parigi, il Cac 40 perdeva lo 0,39%, mentre il Dax di Francoforte arretrava dello 0,15%. Più contenuta la flessione a Londra, con il Ftse 100 in calo dello 0,04%. Un avvio che rispecchia la prudenza degli operatori, impegnati a capire quali mosse faranno le banche centrali e a interpretare i dati economici in arrivo.
Secondo alcuni esperti di Piazza Affari, la giornata sarà “di passaggio”, in attesa dei numeri su industria e servizi. “Gli investitori stanno facendo i conti con molta cautela – spiega un gestore milanese – perché i dati PMI potrebbero dire molto sulla direzione che prenderà la crescita nei prossimi mesi”. Solo dopo la pubblicazione degli indici, prevista tra le 10 e le 11 per l’Eurozona e nel primo pomeriggio per gli Stati Uniti, si capirà se l’incertezza lascerà spazio a un clima più sereno.
PMI nel mirino: cosa dicono i dati e come potrebbero muovere i mercati
Gli indici PMI (Purchasing Managers’ Index), elaborati da S&P Global, sono uno dei termometri più seguiti per capire lo stato di salute dell’economia reale. In particolare, gli operatori guardano con attenzione ai dati di gennaio, dopo un finale d’anno segnato da segnali contrastanti: da un lato una produzione in rallentamento, dall’altro una tenuta dei servizi.
“Il mercato vuole capire se la debolezza degli ultimi mesi continuerà o se ci sono segnali di ripresa”, confida un analista di una grande banca d’affari londinese. I dati statunitensi, attesi alle 15.45 ora italiana, potrebbero influenzare anche il trend finale delle Borse europee, soprattutto se dovessero arrivare sorprese rispetto alle aspettative.
Geopolitica e banche centrali: i nodi che pesano sui mercati
A tenere banco rimangono anche le tensioni geopolitiche. Le crisi in Medio Oriente e la situazione incerta in Ucraina continuano a rappresentare un rischio concreto. “Il quadro internazionale è fragile – sottolinea un trader di Parigi – e ogni nuova notizia può scuotere subito i mercati”.
Poi c’è l’attesa per le prossime mosse delle banche centrali. La Banca Centrale Europea si riunirà la prossima settimana e molti si chiedono se ci sarà un cambio di passo nella politica monetaria. “Al momento il mercato non si aspetta sorprese – spiega un economista tedesco – ma ogni segnale sarà guardato con estrema attenzione”.
Milano tra prudenza e sguardi puntati su spread e banche
Anche a Milano, il Ftse Mib ha cominciato la seduta senza grandi scossoni, oscillando intorno alla parità nelle prime battute. Gli operatori tengono d’occhio lo spread tra Btp e Bund tedeschi, rimasto stabile poco sopra i 150 punti base. I titoli bancari, sensibili ai tassi d’interesse e alle prospettive economiche, si muovono senza una direzione precisa.
Secondo i primi commenti raccolti a Piazza Affari, la prudenza dovrebbe durare almeno fino all’arrivo dei dati chiave. “Solo allora – spiega un broker – capiremo se il mercato si farà più deciso o resterà sulla difensiva”.
Incertezza e attesa: così si prepara la giornata sui mercati europei
Insomma, la giornata sui mercati europei si apre all’insegna dell’attesa, con gli investitori pronti a reagire ai dati sugli indici PMI e a eventuali novità dal fronte geopolitico. Un clima che, almeno per ora, tiene le Borse su livelli prudenti, in attesa di segnali più chiari sulla direzione dell’economia nei mesi a venire.
