Cosmo-Skymed: il satellite italiano pronto a rivoluzionare l’osservazione della Terra a luglio

Cosmo-Skymed: il satellite italiano pronto a rivoluzionare l'osservazione della Terra a luglio

Cosmo-Skymed: il satellite italiano pronto a rivoluzionare l'osservazione della Terra a luglio

Giada Liguori

Gennaio 24, 2026

Roma, 24 gennaio 2026 – Il nuovo satellite italiano per l’osservazione della Terra, chiamato Cosmo-Skymed CSG-FM3, sarà operativo da luglio, al termine della fase di collaudo partita dopo il lancio del 2 gennaio dalla Vandenberg Space Force Base in California. Lo ha confermato l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), spiegando che i sei mesi di test serviranno a completare la verifica e la messa a punto delle immagini inviate dal satellite.

Cosmo-Skymed: la nuova generazione prende il volo

Il Cosmo-Skymed CSG-FM3 è l’ultimo arrivato nella costellazione italiana dedicata al monitoraggio della Terra. Il programma, guidato dall’ASI e dal Ministero della Difesa, coinvolge alcune delle più importanti realtà industriali nazionali: Leonardo, Thales Alenia Space, Telespazio ed e-Geos. L’ASI ha fatto sapere che il satellite “sta bene”, come dimostrano le prime immagini ricevute il 19 gennaio, che mostrano dettagli nitidi di Roma, Vancouver e del fiume Padma in Bangladesh.

Fino a oggi la costellazione italiana contava quattro satelliti attivi: due di prima generazione (CSK) e due di seconda (CSG). Con l’arrivo del CSG-FM3, il sistema si arricchisce di nuove funzioni, grazie anche a un’antenna radar di ultima generazione che può catturare immagini di territori diversi nello stesso momento.

Radar all’avanguardia e nuove capacità

Tutti i satelliti Cosmo-Skymed montano un radar ad apertura sintetica (SAR), che permette di scattare immagini in banda X ad alta risoluzione, senza farsi fermare dal maltempo o dall’oscurità. Una caratteristica che, come sottolineano gli esperti dell’ASI, “assicura continuità e affidabilità nelle osservazioni”, sia per uso civile che militare.

Il CSG-FM3 porta con sé modalità operative più avanzate: la sua antenna radar riesce a tenere d’occhio zone geografiche distanti tra loro, offrendo una copertura più ampia e flessibile rispetto ai modelli precedenti. “Questa capacità – ha spiegato un ingegnere di Thales Alenia Space – ci permette di rispondere con più rapidità ed efficacia alle richieste di dati, da parte di utenti sia istituzionali che commerciali”.

Le prime immagini e cosa ci dicono

Le prime foto inviate dal satellite sono arrivate al centro di controllo di Matera alle 11.30 del 19 gennaio. Gli scatti mostrano dettagli urbani e fluviali con una definizione che, secondo gli specialisti, “conferma il perfetto funzionamento dei sistemi a bordo”. La scelta di fotografare Roma e Vancouver non è casuale: due città emblematiche, una europea e una nordamericana, per dimostrare la versatilità del sistema.

Il fiume Padma in Bangladesh è stato invece scelto per mettere alla prova il radar su un’area soggetta a rapidi cambiamenti idrologici. “Volevamo testare la risposta del sistema su scenari complessi”, ha spiegato un tecnico ASI. I dati raccolti serviranno a gestire emergenze ambientali e a controllare infrastrutture critiche.

Un lavoro di squadra con ricadute importanti

Il progetto Cosmo-Skymed nasce dalla collaborazione tra pubblico e privato, con alcune delle eccellenze italiane nel settore spaziale. Leonardo si occupa dei sistemi elettronici principali; Thales Alenia Space costruisce i satelliti; Telespazio gestisce le operazioni a terra; e-Geos distribuisce i dati agli utenti finali.

Secondo l’ASI, il sistema Cosmo-Skymed è “un asset strategico per l’Italia”, importante sia per la sicurezza nazionale sia per le ricadute economiche e scientifiche. Le immagini sono utilizzate da enti pubblici, università e aziende per attività che vanno dal monitoraggio ambientale alla pianificazione urbana.

Verso l’operatività definitiva

I test andranno avanti fino a luglio, quando il CSG-FM3 sarà ufficialmente dichiarato operativo. Nel frattempo, i tecnici continueranno a controllare la qualità delle immagini e la stabilità dei sistemi. “Stiamo lavorando per assicurarci che tutto rispetti gli standard richiesti”, ha detto un responsabile ASI.

L’obiettivo è inserire completamente il nuovo satellite nella costellazione, ampliando così le capacità dell’Italia nello spazio. Un traguardo che, secondo gli addetti ai lavori, rafforzerà ancora di più il ruolo del Paese nel panorama internazionale dell’osservazione satellitare.