Roma, 24 gennaio 2026 – La Farnesina ha deciso di richiamare a Roma l’ambasciatore italiano in Svizzera per una serie di consultazioni urgenti legate al caso di Crans Montana e alla recente scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation. La notizia, arrivata questa mattina dal Ministero degli Esteri, segue giorni di tensione tra Italia e Svizzera, con ripercussioni anche sulle comunità italiane nel Cantone Vallese.
Crans Montana, Moretti e la diplomazia italiana in allarme
Al centro della vicenda c’è Jacques Moretti, imprenditore italo-svizzero noto a Crans Montana, arrestato lo scorso dicembre con l’accusa, secondo la polizia cantonale, di presunti reati finanziari legati alla gestione del suo locale, Le Constellation. La sua scarcerazione di lunedì 22 gennaio ha fatto discutere: da un lato i suoi legali parlano di “un primo passo per chiarire la sua posizione”, dall’altro le autorità italiane chiedono spiegazioni sulle modalità dell’arresto e della liberazione.
Fonti diplomatiche a Berna raccontano di “un clima teso”, con la Farnesina che ha espresso “profonda preoccupazione” per come si sta gestendo la vicenda. “Ci sono elementi che vanno approfonditi – spiega un funzionario del Ministero degli Esteri – per questo si è deciso di richiamare l’ambasciatore per consultazioni”. Il nome dell’ambasciatore non è stato ufficializzato, ma secondo fonti parlamentari si tratterebbe di Giovanni Rinaldi, in carica dal 2023.
Consultazioni a Roma: cosa si muove
Richiamare un ambasciatore non è cosa da poco nei rapporti tra Italia e Svizzera. È un chiaro segnale politico. Le consultazioni a Roma dovrebbero svolgersi entro 48 ore, con una serie di incontri tra il diplomatico e i vertici della Farnesina, guidata dal ministro degli Esteri Lorenzo Guerini. L’obiettivo, dicono fonti ministeriali, è “fare il punto della situazione e valutare le mosse da seguire”.
Non è la prima volta che il caso Moretti finisce sotto i riflettori politici. Nei giorni scorsi, alcuni parlamentari eletti all’estero avevano chiesto “un intervento deciso” del governo per tutelare i cittadini italiani in Svizzera. “Serve chiarezza su quanto è successo a Crans Montana – ha detto la deputata Francesca Rossi (PD) – e la Farnesina deve garantire piena trasparenza”.
A Crans Montana e nella comunità italiana: il clima dopo la scarcerazione
A Crans Montana la scarcerazione di Moretti ha portato sollievo tra i suoi collaboratori e la comunità italiana locale. “Jacques è sempre stato corretto con tutti”, racconta Marco Bellini, cameriere al Le Constellation da oltre dieci anni. Ma tra i residenti non manca la cautela: “Aspettiamo di vedere come evolve la situazione”, confida una cliente abituale del locale.
Le autorità svizzere, dal canto loro, hanno ribadito la correttezza delle procedure. In una nota diffusa ieri sera dalla polizia cantonale si legge: “L’indagine continua secondo le norme vigenti. La scarcerazione non cambia il corso degli accertamenti”. Nessun commento, invece, dal municipio di Crans Montana.
Il futuro del caso e le relazioni bilaterali
Il richiamo dell’ambasciatore potrebbe influire sui rapporti tra Italia e Svizzera, storicamente improntati alla collaborazione. Secondo alcuni osservatori diplomatici, la mossa della Farnesina punta a ottenere maggiori garanzie per i cittadini italiani coinvolti in procedimenti all’estero. “È un segnale forte, ma non una rottura”, dice un ex ambasciatore italiano a Berna.
Intanto, il caso Moretti resta aperto. Gli inquirenti svizzeri proseguono le indagini sui presunti reati finanziari legati al Le Constellation. La comunità italiana in Vallese segue con attenzione gli sviluppi, mentre a Roma si aspetta l’esito delle consultazioni alla Farnesina per capire quali saranno i prossimi passi del governo italiano.
