Il sorprendente potere di rigenerazione del cuore umano dopo un infarto

Il sorprendente potere di rigenerazione del cuore umano dopo un infarto

Il sorprendente potere di rigenerazione del cuore umano dopo un infarto

Giada Liguori

Gennaio 24, 2026

Sydney, 24 gennaio 2026 – Il cuore umano ha una capacità di rigenerazione più grande di quanto si pensasse finora. A dimostrarlo è uno studio guidato dall’Università di Sydney e pubblicato sulla rivista Circulation Research. Dopo un infarto, le cellule del muscolo cardiaco si mettono davvero a riprodursi. Non basta a fermare la formazione della cicatrice, che riduce la funzionalità del cuore, ma apre nuove strade per combattere le malattie cardiovascolari, ancora oggi la principale causa di morte nel mondo.

Il cuore che prova a ripararsi dopo l’infarto

Per la prima volta, il team di Robert Hume ha potuto lavorare su campioni di tessuto cardiaco umano vivo presi da pazienti durante interventi di bypass coronarico in ospedali australiani. L’operazione, che serve a rimettere in circolo il sangue aggirando le arterie bloccate, ha offerto ai ricercatori un materiale prezioso per studiare da vicino il cuore ferito. “Abbiamo sequenziato le molecole di RNA presenti nei campioni”, ha raccontato Hume, “per capire come si comportano le cellule cardiache subito dopo il danno ischemico”.

Lo studio mostra che, dopo un infarto, le cellule muscolari del cuore aumentano la loro divisione e crescita. Finora questo era stato visto solo nei topi, mai in tessuti umani ancora vivi. “È un passo avanti importante”, dice Hume, “anche se da solo non basta a evitare la cicatrice che limita il battito del cuore”.

Verso nuove cure per il cuore

Questa scoperta potrebbe cambiare il modo di pensare alle terapie rigenerative. Dopo un infarto, il tessuto cicatriziale indebolisce il cuore, rendendo più difficile pompare il sangue e peggiorando la vita delle persone colpite. “Il fatto che il cuore provi a rigenerarsi è un segnale positivo”, spiega Hume, “ma da solo non è abbastanza. Ora vogliamo capire come far funzionare meglio questa capacità”.

I ricercatori puntano a trovare modi per stimolare ancora di più la proliferazione delle cellule cardiache. Tra le idee in ballo ci sono farmaci mirati o terapie geniche che potenzino il processo naturale. “Stiamo cercando i segnali molecolari che comandano tutto questo”, aggiunge Hume, “così da poterli usare in modo sicuro e controllato”.

Una nuova sfida per la lotta alle malattie del cuore

Le malattie cardiovascolari sono ancora la prima causa di morte nel mondo: ogni anno fanno quasi 18 milioni di vittime, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non solo prevenire l’infarto, ma anche aiutare il cuore a riprendersi è una delle sfide più grandi della medicina oggi.

Gli esperti però mettono le mani avanti. “Non siamo ancora pronti per una cura pronta all’uso”, avverte Hume. “Serviranno altri studi su larga scala e test approfonditi prima di avere nuovi trattamenti per tutti”. Nel frattempo, questi dati aprono una nuova finestra per capire come il cuore si rigenera davvero.

Ricerca in movimento: cosa ci aspetta

L’Università di Sydney si inserisce in un filone internazionale che cerca di superare i limiti delle terapie attuali dopo l’infarto. Usare campioni umani vivi, raccolti durante interventi programmati, è una novità rispetto agli studi fatti finora su animali o tessuti coltivati in laboratorio.

“Solo grazie alla collaborazione con i reparti di cardiochirurgia abbiamo potuto arrivare a questi risultati”, ha raccontato uno dei ricercatori. Il prossimo passo sarà analizzare più campioni e capire se l’età o le condizioni dei pazienti influenzano la rigenerazione.

Per ora, questa scoperta australiana offre una nuova chiave per leggere le potenzialità del cuore umano: un organo che, anche dopo un colpo duro come l’infarto, nasconde ancora risorse da scoprire.