Italia chiamata a diventare membro fondatore della nuova forza di sicurezza a Gaza

Italia chiamata a diventare membro fondatore della nuova forza di sicurezza a Gaza

Italia chiamata a diventare membro fondatore della nuova forza di sicurezza a Gaza

Matteo Rigamonti

Gennaio 24, 2026

Roma, 24 gennaio 2026 – Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Italia di entrare come membro fondatore nella Forza Internazionale di Stabilizzazione per Gaza. La proposta, riportata da fonti diplomatiche a Bloomberg, è stata presentata questa settimana direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministero degli Esteri. La richiesta arriva in un momento di forte tensione in Medio Oriente e non prevede l’invio di truppe italiane, ma punta a un ruolo di supporto politico e formativo.

Gli Usa spingono, l’Italia chiamata a mediare

Secondo Bloomberg, gli Stati Uniti vogliono coinvolgere l’Italia nella creazione di un quadro internazionale per stabilizzare la Striscia di Gaza, dopo mesi di conflitto. Il governo americano, guidato da Joe Biden, vede nell’Italia un partner chiave per la sua capacità di mediazione tra le diverse realtà del Mediterraneo. “La decisione ora spetta a Meloni”, ha spiegato una fonte vicina al dossier, aggiungendo che la scelta definitiva non è ancora stata presa.

Niente soldati sul campo, ma formazione e diplomazia

Il piano degli USA non prevede militari italiani sul terreno. Si chiede invece a Roma di impegnarsi nell’addestramento della futura forza di polizia di Gaza, sfruttando l’esperienza maturata in missioni internazionali come quelle in Libano e nei Balcani. Il contributo italiano sarebbe soprattutto “politico”, basandosi sui rapporti storici con Israele, i paesi arabi e le autorità palestinesi. Un ruolo da facilitatore più che da protagonista diretto.

Governo prudente, valutazioni in corso

A Palazzo Chigi e alla Farnesina, dove la notizia è circolata già ieri sera, regna la cautela. Fonti di governo riferiscono che la premier Meloni sta esaminando la richiesta con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Nessuna dichiarazione ufficiale per ora, ma si punta a consultare gli alleati europei prima di prendere una decisione definitiva. “Serve una strategia condivisa”, ha detto un funzionario del ministero, lasciando capire che la partita si giocherà anche a Bruxelles.

Gaza nel mirino: la stabilità resta la sfida

La richiesta americana arriva in un momento delicato. Dopo mesi di scontri tra Israele e Hamas, la situazione nella Striscia di Gaza resta fragile. Le Nazioni Unite hanno più volte chiesto una forza internazionale per garantire sicurezza e una transizione verso una gestione civile. In questo scenario, il coinvolgimento dell’Italia – membro fondatore dell’Unione Europea e della Nato – viene visto come un segnale di equilibrio e affidabilità.

Reazioni in Italia: tra sostegno e dubbi

La notizia ha acceso il dibattito politico italiano. Alcuni parlamentari della maggioranza hanno accolto con favore il riconoscimento del ruolo internazionale dell’Italia. Altri, soprattutto tra le opposizioni, chiedono più chiarezza sui rischi e sulle garanzie per chi sarà coinvolto nelle attività di formazione. “Non possiamo esporci senza sapere quali saranno i compiti precisi”, ha detto un esponente del Partito Democratico.

Il futuro della decisione: attesa e consultazioni

Per ora la palla è in mano al governo Meloni. Nei prossimi giorni sono previsti contatti con Washington e consultazioni con i partner europei. Solo dopo sarà presa una decisione ufficiale sull’adesione italiana alla Forza Internazionale per Gaza. Un passo che potrebbe segnare una svolta nella presenza italiana nel Mediterraneo allargato, ma che richiede ancora un’attenta valutazione su rischi, vantaggi e impatto geopolitico.