Abu Dhabi, 24 gennaio 2026 – Si è concluso nelle prime ore di oggi il secondo round di negoziati sull’Ucraina ad Abu Dhabi, un appuntamento molto atteso dalla comunità internazionale. A confermare la fine delle trattative sono stati rappresentanti sia di Kiev che di Mosca, come riportato da varie testate estere. La delegazione russa, secondo l’agenzia Tass, ha lasciato la sede dei colloqui per tornare in hotel. Ora, da entrambe le parti, si aspetta un annuncio ufficiale sugli esiti delle discussioni.
Abu Dhabi, negoziati in punta di piedi: attesa per le prossime mosse
Il tavolo di Abu Dhabi, allestito in una delle sale riservate del Conrad Etihad Towers, ha alternato momenti di confronto serrato a lunghe pause. Poco dopo le 19 locali, i delegati russi sono usciti dal complesso, scortati da funzionari dell’ambasciata. Fonti vicine alla delegazione ucraina hanno parlato di un “clima teso ma costruttivo”, senza però entrare nel dettaglio dei temi trattati. Nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata dai capi delle due delegazioni, mentre la stampa internazionale è rimasta in attesa per ore nella hall dell’albergo.
Un funzionario europeo presente ad Abu Dhabi ha spiegato che “le parti hanno discusso questioni di sicurezza e possibili aperture umanitarie”, ma la riservatezza resta massima. “Solo i vertici nelle rispettive capitali potranno annunciare eventuali risultati”, ha aggiunto una fonte diplomatica francese, lasciando intendere che i dossier più delicati sono ancora sul tavolo.
Kiev e Mosca: nessun passo indietro, ma spiragli per un nuovo incontro
Da parte ucraina, il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak ha ribadito che “la priorità resta la sovranità territoriale e la sicurezza dei civili”. Dall’altra parte, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha parlato di “colloqui complessi”, sottolineando come “la Russia sia pronta a valutare proposte concrete, purché rispettino gli interessi nazionali”. Nessuna delle due delegazioni ha confermato l’esistenza di una bozza d’intesa, né sono trapelate indiscrezioni su eventuali concessioni.
Secondo fonti degli Emirati Arabi Uniti coinvolte nell’organizzazione, però, i negoziatori avrebbero lasciato aperta la porta a un terzo incontro già nei prossimi giorni. “Non c’è ancora una data fissata – ha spiegato un funzionario del Ministero degli Esteri emiratino – ma la volontà di continuare il dialogo c’è”. Un segnale che lascia sperare in nuovi sviluppi diplomatici.
Il quadro internazionale: Europa e Stati Uniti spingono per la pace
Il secondo round di negoziati sull’Ucraina arriva in un momento delicato per gli equilibri globali. L’Unione Europea, tramite l’Alto rappresentante Josep Borrell, ha chiesto “un cessate il fuoco immediato e garanzie per la popolazione civile”. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno ribadito il sostegno a Kiev, ma hanno invitato entrambe le parti a “mantenere aperto il canale del dialogo”.
A Bruxelles si seguono con attenzione gli sviluppi di Abu Dhabi. “Ogni passo verso una soluzione diplomatica è importante – ha detto una fonte della Commissione europea – ma serve chiarezza sugli impegni presi”. Nel frattempo, le principali cancellerie occidentali restano in contatto costante con i mediatori emiratini.
Cosa succederà adesso: attesa per annunci e scenari futuri
Al momento non sono stati diffusi dettagli concreti sugli esiti del vertice. I portavoce delle due delegazioni hanno rimandato ogni comunicazione ai rispettivi governi. Secondo le prime ricostruzioni raccolte ad Abu Dhabi, i colloqui potrebbero riprendere già entro la fine della settimana. “Dipenderà dalle consultazioni interne”, ha confidato un diplomatico ucraino.
Nel frattempo, la città degli Emirati Arabi resta al centro della diplomazia mondiale. Tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse di Kiev e Mosca, mentre la comunità internazionale aspetta segnali concreti su una possibile riduzione delle tensioni. Per ora, l’unica certezza è che il dialogo – seppur difficile – non si è mai fermato.
