Suni Williams: l’astronauta che ha sfidato il destino sulla ISS va in pensione

Suni Williams: l'astronauta che ha sfidato il destino sulla ISS va in pensione

Suni Williams: l'astronauta che ha sfidato il destino sulla ISS va in pensione

Giada Liguori

Gennaio 24, 2026

Houston, 24 gennaio 2026 – Dopo 27 anni di servizio alla NASA e ben 608 giorni passati nello spazio, l’astronauta Suni Williams ha annunciato il suo addio all’agenzia spaziale americana. La notizia, arrivata dal Johnson Space Center, segna la fine di una delle carriere più lunghe e importanti nell’esplorazione spaziale recente degli Stati Uniti. Williams, 60 anni, era tornata alla ribalta nell’estate del 2024, quando – insieme al collega Butch Wilmore – era rimasta bloccata per settimane sulla Stazione Spaziale Internazionale a causa di problemi tecnici della navetta Starliner. Un episodio che aveva acceso un acceso scontro politico tra l’allora presidente Biden e il suo rivale Donald Trump.

Una vita in orbita tra record e missioni cruciali

Nata nel 1965 a Euclid, Ohio, Suni Williams si era laureata in fisica e poi aveva intrapreso la carriera militare come capitano della Marina degli Stati Uniti e pilota di elicotteri. Nel 1998 è stata scelta come astronauta dalla NASA e da allora ha collezionato missioni e risultati importanti. Con i suoi 608 giorni nello spazio, è seconda solo a Peggy Whitson per tempo totale in orbita tra gli astronauti NASA. Un dato che la porta anche al sesto posto nella classifica dei voli più lunghi compiuti da americani, alla pari con Wilmore, entrambi con 286 giorni tra le missioni Starliner e SpaceX Crew-9.

Passeggiate spaziali da record e una maratona… dallo spazio

Nel corso della sua carriera, Williams ha compiuto nove passeggiate spaziali, restando fuori dalla stazione per un totale di 62 ore e 6 minuti. Nessuna donna ha passato più tempo di lei all’esterno della ISS, un record che la colloca anche al quarto posto assoluto nella storia delle attività extraveicolari. Un aneddoto spesso ricordato dagli appassionati: nel 2007, Williams è stata la prima persona a correre la maratona di Boston… dallo spazio, usando il tapis roulant installato a bordo della stazione.

L’incidente Starliner che fece discutere la politica

Il nome di Suni Williams è tornato a fare notizia nell’estate del 2024. In quel periodo, insieme a Wilmore, era a bordo del volo di prova della navetta Boeing Starliner. Un guasto tecnico li ha costretti a restare sulla ISS molto più a lungo del previsto. La vicenda ha fatto scalpore anche fuori dagli ambienti scientifici: il ritardo nel rientro è diventato terreno di scontro tra i due principali candidati alla Casa Bianca. Trump ha accusato l’amministrazione Biden di “impreparazione” nella gestione dei programmi spaziali commerciali. Solo dopo settimane di lavoro congiunto tra NASA e Boeing, Williams e Wilmore sono finalmente tornati sulla Terra.

Il saluto della NASA e lo sguardo al futuro

Suni Williams è stata una pioniera del volo spaziale umano”, ha detto Jared Isaacman, amministratore della NASA, in una nota diffusa ieri sera. “La sua guida a bordo della Stazione Spaziale ha aperto la strada alle missioni commerciali in orbita bassa. Il suo lavoro nella scienza e nella tecnologia ha creato le basi per le missioni Artemis sulla Luna e per i prossimi viaggi verso Marte”. Parole che rispecchiano il sentimento di chi l’ha conosciuta: Williams è vista come una figura capace di ispirare generazioni di giovani scienziati e ingegneri.

Un’eredità che va oltre la Luna

Con il ritiro di Suni Williams – e quello recente di Butch Wilmore, veterano con 25 anni alla NASA – si chiude un capitolo importante per l’agenzia americana. La loro esperienza resta un punto di riferimento per chi oggi si prepara alle nuove sfide: dalle missioni Artemis fino ai piani per portare l’uomo su Marte. “I suoi successi continueranno a ispirare chi sogna di andare oltre”, ha concluso Isaacman. E tra i corridoi del Johnson Space Center, il nome di Suni Williams è sinonimo di dedizione, coraggio e passione per lo spazio.