Ginevra, 24 gennaio 2026 – La Svizzera si stringe al lutto dell’Italia per le quaranta vittime e i tanti feriti causati dalla tragedia di Crans-Montana, sulle Alpi vallesane, avvenuta ieri. Il vicepresidente della Confederazione elvetica, Ignazio Cassis, ha espresso il suo dolore, mettendo in luce la vicinanza tra i due Paesi in questo momento difficile. “Capiamo il dolore, perché è anche il nostro dolore”, ha scritto Cassis sui social, dopo una telefonata con il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
Italia e Svizzera unite nel dolore
La tragedia di Crans-Montana, località famosa per le sue piste da sci e i panorami alpini, ha scosso profondamente sia la comunità svizzera che quella italiana. Ieri sera, poco dopo le 19, una valanga ha travolto un gruppo di escursionisti e lavoratori stagionali, molti italiani. Le prime ricostruzioni delle autorità cantonali parlano di un bilancio pesante: quaranta morti e decine di feriti, alcuni gravi. I soccorsi sono andati avanti per tutta la notte, con vigili del fuoco, polizia e volontari che hanno scavato nella neve alla ricerca di superstiti.
Le parole di Cassis e il confronto con Tajani
“Vogliamo che tutto sia chiaro. Seguiamo da vicino il lavoro della giustizia del canton Vallese”, ha detto Cassis. Il vicepresidente ha ribadito l’intenzione di collaborare con l’Italia, sottolineando che le due nazioni condividono non solo il dolore, ma anche la voglia di capire cosa sia successo davvero. Stamattina Cassis ha avuto una telefonata con Tajani, durante la quale hanno confermato l’impegno a sostenere le famiglie delle vittime e a garantire trasparenza nelle indagini.
Indagini in corso nel canton Vallese
Sul fronte investigativo, la procura del canton Vallese ha aperto un fascicolo per capire se ci siano responsabilità. Il procuratore capo, Jean-Luc Addor, ha spiegato che si stanno esaminando le condizioni meteo recenti e se eventuali segnali di allerta siano stati ignorati. “Abbiamo ascoltato i testimoni e stiamo analizzando i dati dei sensori sul versante”, ha detto Addor davanti al municipio di Sierre. Al momento non si esclude nessuna pista: dalla fatalità a possibili errori nella gestione del flusso turistico.
Solidarietà dalle istituzioni
Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio alle autorità svizzere, ricordando “il legame profondo che unisce le nostre comunità alpine”. Anche la presidente della Confederazione svizzera, Viola Amherd, ha espresso vicinanza alle famiglie colpite, annunciando un giorno di lutto nazionale. A Crans-Montana sono stati allestiti punti di accoglienza per parenti e amici delle vittime: molti sono arrivati già nella notte da Milano, Torino e dal Canton Ticino.
Il racconto dei soccorritori
“Abbiamo lavorato senza sosta dalle 20 fino all’alba”, ha raccontato Luca Bernasconi, volontario impegnato nelle ricerche. “La neve era pesante, difficile da spostare. Si sentiva solo il rumore delle pale e le voci concitate dei colleghi”. Sul posto sono intervenuti anche psicologi e mediatori culturali per aiutare superstiti e familiari in arrivo. La Croce Rossa svizzera ha attivato una linea telefonica dedicata per fornire informazioni e supporto.
Cosa succederà nelle prossime ore
Nei prossimi giorni sono attese nuove notizie dalle autorità svizzere e italiane. Il ministro Tajani ha annunciato che una delegazione diplomatica si sposterà a Crans-Montana per seguire da vicino gli sviluppi. “Faremo tutto il possibile per aiutare chi è stato colpito da questa tragedia”, ha detto Tajani ai microfoni della RSI. Intanto, la comunità locale si stringe intorno ai familiari delle vittime, in attesa che le indagini facciano luce sui fatti.
