Delcy Rodriguez invita l’opposizione venezuelana a unire le forze per un accordo storico

Delcy Rodriguez invita l'opposizione venezuelana a unire le forze per un accordo storico

Delcy Rodriguez invita l'opposizione venezuelana a unire le forze per un accordo storico

Matteo Rigamonti

Gennaio 25, 2026

Caracas, 25 gennaio 2026 – Sono passate tre settimane dalla destituzione di Nicolás Maduro ordinata dagli Stati Uniti. Ieri sera, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha lanciato un appello diretto all’opposizione: è ora di sedersi a un tavolo e cercare “accordi” di pace. Lo ha detto in diretta sulla tv di Stato, durante una visita nello Stato costiero di La Guaira. “Quando si tratta di pace in Venezuela, non possono esserci divisioni politiche o di parte”, ha detto con voce ferma ma calma, davanti a funzionari locali e alle telecamere.

Dialogo o scontro? La richiesta in un clima teso

Il clima in Venezuela resta teso. Da quando Washington ha detto addio a Maduro e ha puntato su Rodríguez, il 3 gennaio, il Paese vive tra incertezze e proteste. In città come Caracas, Maracaibo e Valencia, le manifestazioni si alternano a momenti di apparente calma. Nel mezzo, la presidente ad interim ha scelto di parlare direttamente ai suoi avversari politici: “Nonostante le nostre divergenze, dobbiamo parlare con rispetto. Dobbiamo unirci e trovare un accordo”, ha ripetuto, scandendo ogni parola.

L’opposizione ci pensa, l’estero osserva

L’appello arriva mentre l’opposizione venezuelana, guidata da Juan Guaidó e figure storiche come Henrique Capriles, valuta se accettare il confronto. Fonti vicine ai negoziati dicono che “non è stata ancora presa una decisione”, ma l’aria è prudente. “Siamo pronti a discutere, ma vogliamo garanzie vere”, ha spiegato un portavoce dell’Unione Democratica. Nel frattempo, la comunità internazionale tiene gli occhi puntati sul Venezuela: l’Unione Europea invita tutte le parti a “evitare provocazioni” e a “favorire una transizione pacifica”. Anche il segretario generale dell’ONU, António Guterres, parla di “cauto ottimismo” per la riapertura del dialogo.

Crisi economica e vita dura per la gente

Il Venezuela, dopo anni di crisi economica e isolamento diplomatico, si trova ora in un momento delicato. Secondo la Banca Centrale venezuelana, l’inflazione nel 2025 ha superato il 300%. Mancano beni di prima necessità, dal carburante ai medicinali, e milioni di persone ne soffrono ogni giorno. A Caracas e nelle altre città, le file davanti ai supermercati sono ancora lunghe. “La gente vuole stabilità, non scontri”, racconta un commerciante del quartiere Catia, nella capitale.

Il ruolo degli Stati Uniti e cosa aspettarsi

La rimozione di Maduro da parte degli Stati Uniti ha segnato un punto di svolta. Washington parla di “ripristinare la democrazia” e di sostenere “elezioni trasparenti”. Per ora, però, non sono stati annunciati nuovi aiuti né un piano preciso per votazioni anticipate. Fonti diplomatiche Usa spiegano che “il supporto a Delcy Rodríguez dipenderà dalla capacità del governo ad interim di garantire inclusione politica e rispetto dei diritti umani”.

Tra diffidenza e speranze, il dialogo è una sfida

Non sarà facile trovare un punto d’incontro. I tentativi di dialogo nel 2019 e nel 2021 sono naufragati tra accuse e sospetti. Oggi, però, la pressione internazionale e la stanchezza della popolazione potrebbero spingere verso un compromesso. “Ci vuole coraggio da entrambe le parti”, dice un osservatore dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) presente a Caracas.

La società civile chiede voce in capitolo

Nel frattempo, associazioni civiche e gruppi religiosi chiedono che il dialogo coinvolga anche la società civile. Il vescovo di Caracas, monsignor Baltazar Porras, ha invitato i leader politici a “non lasciarsi sfuggire questa occasione”. Sui social venezuelani – soprattutto Twitter e WhatsApp – si moltiplicano i messaggi che chiedono “pace e pane”. L’hashtag #DialogoPorLaPaz è diventato virale nelle ultime ore.

Il Venezuela è dunque a un bivio: può aprirsi la strada a una riconciliazione nazionale, oppure le divisioni possono allargarsi ancora. La prossima settimana sarà decisiva per capire se l’appello di Delcy Rodríguez darà il via a una nuova stagione politica o resterà solo parole al vento.