Video incriminanti mettono in discussione la versione del governo sull’omicidio di un uomo a Minneapolis

Video incriminanti mettono in discussione la versione del governo sull'omicidio di un uomo a Minneapolis

Video incriminanti mettono in discussione la versione del governo sull'omicidio di un uomo a Minneapolis

Matteo Rigamonti

Gennaio 25, 2026

Minneapolis, 25 gennaio 2026 – Nuove immagini pubblicate dal New York Times gettano ombre sulla morte di Alex Jeffrey Pretti, avvenuta il 18 gennaio a Minneapolis durante un intervento della Border Patrol. I video sembrano smentire la versione ufficiale, secondo cui Pretti avrebbe minacciato gli agenti con un’arma.

La verità nascosta nei video

Le riprese, controllate dal New York Times, mostrano una scena molto diversa da quella raccontata inizialmente dalle autorità. Nel filmato si vede Pretti, 32 anni, del Wisconsin, avvicinarsi a una donna che viene colpita da uno spray al peperoncino sparato da un agente. Pretti si mette tra la donna e l’agente, con un telefono in mano e l’altra mano libera. Nessuna pistola in vista. Solo dopo, altri agenti usano lo spray anche su di lui.

Il quotidiano spiega che Pretti viene buttato a terra e bloccato sul marciapiede. La pistola, una semiautomatica, viene trovata solo dopo, quando ormai l’uomo è a terra e circondato dagli agenti. Un dettaglio che non torna con la versione ufficiale, secondo cui Pretti avrebbe minacciato gli agenti con la pistola in pugno.

Le parole delle autorità e le reazioni

La Border Patrol, il giorno dopo, aveva parlato di “un individuo armato che si è avvicinato agli agenti con l’intento di massacrarli”. Parole forti, riprese anche dal portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Interna: “I nostri agenti hanno reagito per difendersi da una minaccia immediata”, aveva detto.

Ma le immagini uscite nelle ultime ore hanno scatenato reazioni diverse. Testimoni presenti, compresa la donna coinvolta, raccontano di aver visto Pretti “cercare di proteggere” e non di attaccare. “Non aveva niente in mano, solo il telefono”, ha detto una persona presente, ancora scossa.

Il peso dei video nelle indagini

La diffusione di queste immagini riapre il dibattito sulla trasparenza delle forze dell’ordine negli Stati Uniti. Non è la prima volta che video amatoriali o immagini dei media mettono in discussione le versioni ufficiali degli agenti in casi controversi. Qui, i video sono stati acquisiti anche dalla polizia locale e dall’FBI, che conducono indagini parallele per chiarire i fatti.

Fonti investigative citate dal New York Times dicono che saranno proprio questi filmati a fare la differenza nell’accertamento delle responsabilità. “Stiamo esaminando ogni singolo fotogramma”, ha detto un funzionario vicino al caso, “per capire cosa sia davvero successo in quei minuti”.

La città chiede risposte

A Minneapolis la vicenda ha riacceso vecchie tensioni tra cittadini e polizia. Ieri sera, decine di persone si sono radunate davanti alla sede della polizia per chiedere “verità e giustizia” per Alex Jeffrey Pretti. Cartelli con scritte come “Stop alla violenza” e “Vogliamo risposte” hanno accompagnato il sit-in silenzioso iniziato alle 19.30.

Il sindaco Jacob Frey ha chiesto “massima trasparenza” nelle indagini e ha invitato la città a mantenere la calma. “Capisco la rabbia e la frustrazione”, ha detto in conferenza stampa, “ma dobbiamo aspettare che le indagini ufficiali facciano il loro corso”.

Cosa succede ora

Al momento, nessun agente è formalmente indagato. La polizia locale assicura che tutte le testimonianze e i video saranno consegnati alla procura federale. Fonti giudiziarie dicono che una decisione su un possibile procedimento penale potrebbe arrivare nelle prossime settimane.

Nel frattempo, la famiglia di Pretti, assistita da un avvocato, chiede che venga nominata una commissione indipendente per valutare l’operato degli agenti. “Vogliamo solo la verità”, ha detto il fratello maggiore di Alex, “e capire perché è morto in quel modo”.