Claudio Carlomagno: un grido di aiuto dal carcere

Claudio Carlomagno: un grido di aiuto dal carcere

Claudio Carlomagno: un grido di aiuto dal carcere

Matteo Rigamonti

Gennaio 26, 2026

Roma, 26 gennaio 2026 – Claudio Carlomagno, 35 anni, è stato messo sotto stretta sorveglianza nel carcere di Civitavecchia dopo aver confessato agli agenti: «Voglio uccidermi anch’io, ma non ho il coraggio». La decisione è arrivata poche ore dopo la tragica scoperta dei corpi senza vita dei suoi genitori, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, trovati nel giardino della loro villetta in via Tevere, ad Anguillara Sabazia, sulle rive del lago di Bracciano. Il dramma, avvenuto giovedì sera, ha scosso profondamente la comunità locale e ha aperto nuovi interrogativi sulle pressioni che la famiglia stava subendo.

Sorveglianza rinforzata dopo la confessione

Dopo le parole di Carlomagno agli agenti, la direzione del carcere ha subito attivato il protocollo anti-suicidio. La sua cella è stata svuotata: dentro sono rimaste solo le mutande di carta e una coperta per il freddo, come previsto in questi casi. Una misura pensata per ridurre al minimo ogni rischio, soprattutto nelle ore più delicate dopo eventi traumatici. «Non ho il coraggio», avrebbe ripetuto più volte Carlomagno durante i colloqui con le guardie. Una frase che, secondo fonti interne, ha fatto scattare l’allarme massimo.

Il ritrovamento e la lettera lasciata in casa

La tragedia si è consumata giovedì nel tardo pomeriggio. Erano le 18.40 quando un urlo disperato – quello della zia materna – ha rotto il silenzio nella villetta di via Tevere. Pochi istanti dopo è scattata la chiamata al 112. I carabinieri hanno trovato i corpi di Maria, 65 anni, e Pasquale, 69, nel giardino della casa. Accanto a loro, una lettera d’addio: due pagine scritte a mano, lasciate nell’appartamento del figlio minore, Davide, a Roma. Nel testo – riferiscono gli inquirenti – i coniugi raccontano l’odio che hanno ricevuto sui social, tra insulti e perfino minacce di morte. Un clima pesante che sembra averli spinti a questa scelta estrema.

Le indagini e le prime incongruenze

La procura di Civitavecchia, guidata dal procuratore Alberto Liguori, sta valutando se aprire un fascicolo per istigazione al suicidio legato alla morte dei due coniugi. Durante l’interrogatorio, Claudio ha dato la sua versione, ma – come spiegano fonti della procura – «sono emerse delle incongruenze». Gli investigatori stanno controllando i messaggi arrivati alla famiglia nelle ultime settimane e analizzando i profili social coinvolti. L’ipotesi è che la pressione mediatica e gli attacchi online abbiano avuto un peso decisivo nel dramma.

Il dolore della famiglia e le parole dell’avvocato

Intanto, grande è il dolore per il figlio più piccolo della coppia, Davide, che si è trovato all’improvviso senza madre e nonni. «Il mio pensiero non è solo per il mio assistito – ha detto l’avvocato di Claudio, Andrea Miroli – ma anche per suo figlio, che in pochi giorni ha perso la mamma, i nonni e per molto tempo anche il padre». Parole che raccontano bene lo smarrimento che avvolge i parenti più stretti. La comunità di Anguillara Sabazia si è stretta attorno alla famiglia, tra incredulità e dolore.

Social sotto la lente e prossimi passi

Secondo le prime ricostruzioni, l’ondata di odio sui social ha avuto un impatto devastante sulla serenità dei Carlomagno. Gli investigatori hanno sequestrato i dispositivi elettronici della famiglia per ricostruire la catena degli insulti ricevuti. Solo a quel punto – spiegano fonti vicine all’indagine – si potrà capire se ci sono responsabilità penali da parte di terzi. Nel frattempo, la sorveglianza su Claudio resta massima: ogni suo movimento è monitorato, mentre la cella è rimasta spoglia. Un dettaglio che racconta bene il clima teso che si respira dietro le sbarre di Civitavecchia.

La vicenda resta aperta su più fronti: da un lato l’indagine sulla morte dei coniugi, dall’altro il tema più ampio della violenza verbale online e le sue conseguenze reali. Un nodo che si stringe ancora una volta attorno a una famiglia travolta dagli eventi.