Gas: il prezzo in rialzo tocca i 42,50 euro al megawattora

Gas: il prezzo in rialzo tocca i 42,50 euro al megawattora

Gas: il prezzo in rialzo tocca i 42,50 euro al megawattora

Matteo Rigamonti

Gennaio 26, 2026

Milano, 26 gennaio 2026 – Il prezzo del gas ha iniziato la giornata in rialzo, con le contrattazioni ad Amsterdam che sono salite del 6,6%, portando il valore a 42,50 euro al megawattora. Dietro questo aumento ci sono condizioni climatiche incerte e nuove tensioni geopolitiche che stanno scuotendo i mercati energetici europei.

Gas in aumento: tra freddo in arrivo e tensioni internazionali

Questa mattina gli operatori hanno seguito con attenzione l’andamento delle quotazioni sul TTF di Amsterdam, il punto di riferimento principale per il gas in Europa. Secondo alcuni analisti sentiti da alanews.it, il salto del prezzo è dovuto a due fattori: le previsioni meteo, che indicano un calo delle temperature nei prossimi giorni, e le tensioni tra alcuni paesi esportatori.

Il mercato reagisce a una miscela di fattori, come il rischio di interruzioni nelle forniture e la domanda stagionale”, ha spiegato Marco Bellini, strategist energetico di una grande banca milanese. Secondo lui, la situazione è ancora incerta: “Solo nelle prossime settimane capiremo se questo è un rialzo temporaneo o l’inizio di una nuova tendenza”.

Le reazioni sul mercato e il peso sulle famiglie

L’aumento del prezzo del gas ad Amsterdam si riflette subito anche in Italia. La Borsa di Milano ha aperto in positivo, ma tra gli investitori c’è prudenza. Alcuni fornitori hanno già fatto sapere che potrebbero rivedere le tariffe per i clienti domestici, soprattutto se la crescita dovesse continuare anche a febbraio.

Secondo l’Autorità per l’Energia (ARERA), un rialzo così potrebbe tradursi in un aumento delle bollette fino al 4% per le famiglie italiane, se il prezzo restasse sopra i 40 euro per settimane. “Siamo preoccupati per chi è più fragile”, ha detto un portavoce di Federconsumatori, che chiede al governo interventi mirati.

Tensioni geopolitiche e forniture in bilico

Sul fronte internazionale, le tensioni tra Russia e Ucraina continuano a pesare. Nelle ultime ore, fonti diplomatiche hanno segnalato nuovi attriti lungo i corridoi energetici dell’Est Europa. A questo si aggiungono le incertezze sulle forniture dal Nord Africa, dove la situazione in Algeria e Libia resta instabile.

“Il rischio più grande – ha detto un funzionario del Ministero della Transizione Ecologica – è un’interruzione improvvisa dei flussi verso l’Europa centrale”. In questo scenario, i Paesi dell’Unione stanno valutando di aumentare le scorte strategiche e cercare fonti più diverse. Solo ieri, la Commissione europea ha ribadito la necessità di “mantenere alta la vigilanza” sui mercati.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Gli esperti invitano alla cautela. Secondo l’IEA (International Energy Agency), il fabbisogno di gas in Europa potrebbe crescere del 2% nel primo trimestre, soprattutto se le temperature scenderanno sotto la media. “Non ci sono segnali di crisi imminente”, ha detto ieri sera il presidente di ARERA, Stefano Besseghini, “ma la situazione resta delicata e va seguita con attenzione”.

Nel frattempo, i consumatori sono invitati a tenere d’occhio i propri consumi. Alcune associazioni suggeriscono piccoli accorgimenti quotidiani, come abbassare la temperatura dei termosifoni o usare meno gli elettrodomestici che consumano molto, per limitare l’impatto degli aumenti.

Italia tra dipendenza e sfide per l’indipendenza

L’Italia rimane uno dei paesi europei più esposti alle oscillazioni del prezzo del gas, con una parte importante delle forniture che arriva ancora da Russia, Algeria e Azerbaijan. Negli ultimi mesi, il governo ha accelerato i piani per produrre più gas in casa e investire nelle energie rinnovabili, ma – come sottolineano gli addetti ai lavori – “la strada per l’indipendenza energetica è ancora lunga”.

Il dato di oggi ad Amsterdam suona come un campanello d’allarme per famiglie e imprese. Solo nei prossimi giorni si capirà se è un picco momentaneo o l’inizio di una nuova fase di instabilità sui mercati europei dell’energia.