Hong Kong, 26 gennaio 2026 – La Borsa di Hong Kong apre la settimana in rosso. Nelle prime ore, l’indice Hang Seng perde lo 0,23%, scendendo a 26.686,78 punti. Un avvio fiacco, che gli operatori locali collegano alle incertezze sul futuro dell’economia cinese e alle tensioni geopolitiche che continuano a far tremare i mercati asiatici.
Mercati cinesi divisi: Hong Kong scende, Shanghai e Shenzhen crescono
Mentre Hong Kong segna il passo, le borse della Cina continentale mostrano un andamento più positivo. L’indice Composite di Shanghai avanza dello 0,23%, chiudendo a 4.145,61 punti, e lo Shenzhen Component sale dello 0,29% a 2.753,85. Dietro queste differenze, secondo gli analisti, c’è la diversa composizione dei listini: Hong Kong più esposta alle aziende tecnologiche e ai capitali esteri, Shanghai e Shenzhen sostenute da investitori cinesi e da interventi governativi mirati.
“Hong Kong risente maggiormente delle tensioni internazionali e dei movimenti di capitale stranieri”, spiega Li Wen di Huatai Securities, raggiunto telefonicamente dopo l’apertura. “Shanghai e Shenzhen invece si reggono su investitori locali e politiche di stimolo più dirette”.
Cosa pesa sull’Hang Seng
La debolezza dell’Hang Seng nasce da più fattori. Da una parte, la Cina mostra segnali contrastanti nelle sue statistiche economiche. Dall’altra, c’è prudenza in attesa delle mosse della Federal Reserve americana. “Gli investitori tengono il freno tirato”, racconta un trader della Bank of China International a Central, “aspettano di capire se ci saranno nuovi rialzi dei tassi negli Stati Uniti”.
A complicare il quadro, restano le tensioni commerciali tra Pechino e Washington. Anche se meno accese rispetto al passato, pesano ancora sui titoli legati all’export. I settori più colpiti sono quelli tecnologico e finanziario, che hanno subito le vendite maggiori nelle prime battute.
Tra prudenza e incertezza: i mercati guardano al futuro
Nelle sale operative di Hong Kong la mattinata è stata caratterizzata da scambi cauti e volumi bassi rispetto alle ultime settimane. “L’atmosfera è di grande prudenza”, ammette un gestore di HSBC Asset Management. “I dati economici cinesi non sono del tutto rassicuranti e c’è timore per possibili nuove restrizioni”.
Solo alcuni titoli legati ai consumi interni hanno retto, mentre le blue chip del settore immobiliare e bancario hanno sofferto. Secondo Bloomberg, la volatilità potrebbe continuare nei prossimi giorni, con gli investitori in attesa di nuovi dati sull’inflazione cinese e di aggiornamenti sulle misure di sostegno del governo. “Il sentiment è fragile”, osserva Zhang Wei di CITIC Securities. “Solo un’inversione chiara dei dati potrà riportare fiducia”.
Il quadro regionale: mercati asiatici in bilico
Il calo dell’Hang Seng si inserisce in un quadro più ampio di incertezza che riguarda vari mercati asiatici. A Tokyo, il Nikkei apre stabile, mentre a Seul si registra una leggera correzione. A pesare sono anche le tensioni nel Mar Cinese Meridionale e i timori per la crescita globale.
In questo scenario, la tenuta delle borse cinesi continentali è un segnale di resistenza, almeno per ora. Ma gli esperti avvertono che tutto dipenderà dalle prossime mosse di Pechino e dall’evoluzione della situazione internazionale.
Mercati cinesi in stand-by: tra cautela e attesa
La giornata conferma una forte dose di prudenza tra gli investitori asiatici. Hong Kong fatica a ripartire, mentre Shanghai e Shenzhen possono contare sul sostegno degli investitori locali e sulle speranze di nuovi stimoli. Ora tutti gli occhi sono puntati sui prossimi dati economici: serviranno a chiarire se la seconda economia del mondo riuscirà a superare i suoi dubbi e a riprendere slancio.
