La drammatica scoperta di Claudio Carlomagno: il suicidio dei genitori e la sorveglianza continua

La drammatica scoperta di Claudio Carlomagno: il suicidio dei genitori e la sorveglianza continua

La drammatica scoperta di Claudio Carlomagno: il suicidio dei genitori e la sorveglianza continua

Matteo Rigamonti

Gennaio 26, 2026

Milano, 26 gennaio 2026 – Claudio Carlomagno, l’uomo accusato dell’omicidio di Federica Torzullo, ha appena saputo del suicidio dei suoi genitori. La notizia, confermata dall’avvocato Andrea Miroli, arriva in un momento già carico di dolore e tensione. Carlomagno, che si trova nel carcere di San Vittore, è ora sorvegliato 24 ore su 24. Le persone a lui vicine temono che questa tragedia possa mettere a dura prova la sua salute mentale.

Il dramma familiare che scuote Rozzano

«Il mio pensiero va non solo a Claudio, che ha appena appreso la notizia ed è costantemente controllato, ma anche a suo figlio», ha scritto l’avvocato Miroli in una nota. Un bambino che, in pochi giorni, ha perso la madre, i nonni e, per un tempo che si preannuncia lungo, anche il padre. Una catena di lutti che ha sconvolto l’intera comunità di Rozzano, dove la famiglia Carlomagno era conosciuta da anni.

Secondo il legale, i genitori di Claudio «non hanno retto al peso della tragedia». La loro scelta è arrivata nei giorni dopo l’arresto del figlio e sarebbe stata spiegata in una lettera rivolta all’altro figlio, Davide. Sulle ragioni scritte in quel messaggio, l’avvocato ha chiesto rispetto e riservatezza: «Serve molta discrezione».

Una tragedia che colpisce anche chi sta intorno

La vicenda, sottolinea Miroli, dimostra come anche i familiari di chi commette un reato grave possano diventare delle vere e proprie vittime indirette. Le conseguenze di un crimine come il femminicidio di Federica Torzullo si allargano, dice il difensore, «a chi non ha alcuna colpa». Un crollo umano, insomma, che i genitori di Carlomagno non sono riusciti a superare.

Nel frattempo, la tensione attorno al caso resta alta. Sui social si leggono ancora commenti pieni di odio e giudizi durissimi. «Ancora ieri c’erano frasi come: ‘quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi, ha partorito un mostro’», racconta Miroli. Parole pesanti, che lasciano il segno su chi resta. Il legale invita tutti a riflettere su come la pressione mediatica possa ferire profondamente: «Dovremmo imparare a gestire queste storie con più rispetto, evitando che escano dai binari della giustizia».

Sorveglianza stretta e attenzione alla salute mentale

Nel carcere di San Vittore, le autorità hanno subito rafforzato la sorveglianza su Claudio Carlomagno. Fonti penitenziarie confermano che la misura è scattata non appena si è saputo della morte dei genitori. Il personale sanitario segue da vicino le sue condizioni. «È costantemente sotto controllo», dicono dal carcere, per evitare gesti estremi o tentativi di imitazione.

Il trauma di Carlomagno si aggiunge a quello del figlio minore, ora affidato ai servizi sociali. La Procura di Milano sta valutando come garantire al bambino un percorso di aiuto psicologico adeguato. «È una situazione molto delicata», spiegano fonti giudiziarie.

Il dibattito acceso sul ruolo dei media

Il caso ha riaperto il dibattito sul modo in cui i media raccontano queste storie e sulla responsabilità collettiva che abbiamo nel trattare fatti così delicati. Negli ultimi giorni, diverse associazioni hanno chiesto più attenzione, soprattutto quando ci sono di mezzo minori e famiglie già provate da lutti. «Bisogna rispettare il dolore degli altri», ha sottolineato la presidente del Centro Antiviolenza Milano Sud.

Intanto, a Rozzano la comunità si interroga su come aiutare il bambino rimasto solo. Alcuni vicini hanno lasciato fiori davanti alla casa dei nonni Carlomagno, in via Pavese. Un gesto semplice e silenzioso, per restituire un po’ di umanità a una vicenda che ha colpito tutti.

Una ferita aperta, il cammino per ricominciare

Ora resta il compito più difficile: provare a mettere insieme i pezzi di una vita sconvolta da una tragedia così profonda. Le indagini sull’omicidio di Federica Torzullo vanno avanti, mentre la magistratura segue da vicino anche gli sviluppi nella famiglia. In attesa delle prossime udienze, il pensiero va soprattutto a quel bambino che, in pochi giorni, ha perso tutto. E che ora dovrà trovare la forza per andare avanti.