Bruxelles, 26 gennaio 2026 – WhatsApp finisce sotto la lente d’ingrandimento dell’Unione europea. La Commissione europea ha deciso oggi di inserire la popolare app di messaggistica, controllata da Meta, tra i grandi operatori digitali con un peso rilevante sul mercato. Questo significa che, da qui a pochi giorni, WhatsApp dovrà rispettare gli obblighi previsti dal Digital Services Act (DSA), la nuova legge che punta a garantire più trasparenza, sicurezza e tutela per gli utenti europei.
WhatsApp, ora è “gatekeeper”: cosa cambia davvero
Dopo mesi di analisi e confronti, Bruxelles ha ufficializzato la qualifica di “gatekeeper” per WhatsApp. In parole semplici, la piattaforma è considerata un punto chiave nel mondo digitale europeo, con responsabilità più strette. Sarà chiamata a gestire in modo più rigoroso i contenuti illegali, a spiegare come funzionano i suoi algoritmi e a proteggere meglio i dati personali di chi la usa.
Un portavoce della Commissione ha spiegato: “Le grandi piattaforme devono rispettare le regole europee e offrire un ambiente digitale più sicuro e trasparente”. Il Digital Services Act, entrato in vigore nel 2024, è uno degli strumenti principali con cui l’Europa vuole tenere a freno le big tech e difendere i diritti dei cittadini online.
Meta sotto controllo: nuovi obblighi e controlli serrati
Per Meta — che possiede anche Facebook e Instagram — si tratta di un giro di vite in più. La società dovrà sottoporre WhatsApp a verifiche regolari da parte delle autorità europee. Dovrà fornire dettagli su come modera i contenuti, quali politiche adotta sulla privacy e quali misure prende contro la disinformazione. Se non rispetterà le regole, rischia multe salate, fino al 6% del fatturato globale.
Tra gli obblighi, anche la possibilità per gli utenti di segnalare con facilità contenuti illeciti e la trasparenza su come vengono suggeriti messaggi o gruppi. “Le piattaforme devono prendersi la responsabilità delle scelte tecnologiche che influenzano milioni di persone”, ha rimarcato la vicepresidente della Commissione, Margrethe Vestager.
Cosa cambierà per chi usa WhatsApp in Europa
Per gli oltre 100 milioni di utenti europei di WhatsApp ci saranno novità concrete. Nei prossimi mesi, la piattaforma introdurrà strumenti più chiari per segnalare contenuti e fornirà informazioni più dettagliate su come tratta i dati personali. Alcuni esperti del digitale hanno accolto la decisione con favore, parlando di un passo avanti per la privacy e la lotta alla disinformazione.
Da parte sua, Meta ha fatto sapere di voler collaborare pienamente con le autorità europee, confermando l’impegno a rispettare le norme Ue. Non mancano però le preoccupazioni: secondo alcuni osservatori, regole più rigide potrebbero tradursi in costi più alti e in una gestione più complicata dei servizi digitali.
L’Europa sfida le big tech: nessuno può abusare del proprio potere
L’inserimento di WhatsApp sotto sorveglianza rafforzata fa parte di un disegno più ampio. Oltre a Meta, anche colossi come Google, Amazon e TikTok sono già sotto controllo grazie al DSA. Bruxelles vuole creare un mercato digitale più giusto, dove nessuno possa esercitare un potere eccessivo.
Il commissario europeo Thierry Breton ha ribadito: “Proteggere gli utenti e garantire trasparenza sono al centro del nostro lavoro”. Solo così, ha aggiunto, “potremo dire di avere uno spazio digitale davvero europeo”. Nei prossimi mesi sono attesi nuovi controlli su altre piattaforme e servizi online.
Cosa aspettarsi da qui in avanti
Per ora, la stretta su WhatsApp è un segnale chiaro: l’Europa non intende mollare la presa sulle grandi piattaforme digitali. I cambiamenti concreti arriveranno nei prossimi mesi, quando entreranno in vigore le nuove regole e si potranno vedere i primi risultati. Nel frattempo, gli utenti europei avranno a disposizione nuovi strumenti per far valere i propri diritti online, mentre l’Europa si prepara a diventare un modello per il resto del mondo.
