I misteri dei vortici di Giove e Saturno: svelata la loro straordinaria struttura

I misteri dei vortici di Giove e Saturno: svelata la loro straordinaria struttura

I misteri dei vortici di Giove e Saturno: svelata la loro straordinaria struttura

Giada Liguori

Gennaio 27, 2026

Roma, 27 gennaio 2026 – Il mistero dei vortici polari di Giove e Saturno sembra finalmente farsi un po’ più chiaro, grazie a uno studio appena pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, PNAS. A guidare la ricerca è Jiaru Shi del Massachusetts Institute of Technology, che ha affrontato un quesito che da decenni tiene con il fiato sospeso astronomi e fisici: perché, pur essendo simili in dimensioni e composizione, i due giganti gassosi del Sistema Solare mostrano strutture polari così diverse?

Vortici polari: forme sorprendenti e dimensioni impressionanti

Le immagini catturate dalle sonde spaziali – la missione Juno su Giove e Cassini su Saturno – hanno portato alla luce dettagli stupefacenti. Saturno mostra un unico vortice al polo nord, con una forma esagonale che si estende per migliaia di chilometri. Giove, invece, fa le cose più in grande e complicato: un grande vortice centrale circondato da otto vortici più piccoli, ciascuno grande quanto la Terra. Questi fenomeni, osservati tra il 2017 e il 2023, hanno lasciato perplessi molti ricercatori.

Shi spiega che “le differenze nella forma e nella struttura dei vortici polari potrebbero dipendere da cosa succede negli strati profondi dei pianeti”. Un aspetto finora trascurato, perché finora si è guardato soprattutto alle superfici.

Dentro i pianeti: la composizione che cambia tutto

Le simulazioni pubblicate su PNAS puntano il dito proprio sulla composizione chimica degli strati interni. Sotto il vortice principale di Giove c’è uno strato leggero, fatto soprattutto di idrogeno ed elio, che frena la crescita del vortice e favorisce la formazione di più vortici piccoli. Saturno, invece, nasconde sotto il suo vortice polare uno strato più pesante, ricco di metalli e materiali densi. Questo permette al vortice di crescere libero, fino a raggiungere dimensioni enormi.

“Quello che vediamo in superficie ci parla di quello che succede dentro”, osserva Shi. “Forse Saturno è più ricco di metalli e ha una struttura interna più stratificata rispetto a Giove”. Se questa ipotesi verrà confermata, potrebbe rivoluzionare il modo in cui guardiamo ai pianeti giganti.

Simulazioni e dati: un lavoro al limite

I ricercatori del MIT hanno incrociato i dati raccolti dalle sonde con modelli matematici e fisici, lavorando per mesi sui supercomputer. Hanno cercato di ricreare le condizioni estreme che si trovano a migliaia di chilometri sotto le nubi dei due pianeti. E hanno scoperto che basta una piccola differenza nella densità degli strati profondi per cambiare completamente la forma dei vortici che vediamo in superficie.

“Su Giove lo strato leggero funziona come una barriera”, spiega Shi. “Su Saturno, invece, i materiali più pesanti lasciano il vortice libero di espandersi”. Una differenza sottile, ma cruciale.

Cosa cambia per lo studio dei giganti gassosi

Questi risultati potrebbero avere un impatto anche nello studio degli esopianeti giganti, quei pianeti fuori dal nostro Sistema Solare che spesso mostrano atmosfere turbolente simili a quelle di Giove e Saturno.

Per ora, Juno e Cassini restano le fonti principali di dati diretti. Ma con strumenti come il telescopio spaziale James Webb, presto potremmo scoprire molto di più sulla composizione interna di questi giganti. “Siamo solo all’inizio”, confida Shi. “Ogni nuova osservazione ci avvicina un po’ di più a capire questi mondi lontani”.

Un enigma che non è ancora risolto

Nonostante i progressi, restano molte domande aperte. Non si esclude che fattori come la velocità di rotazione o i forti campi magnetici possano influire sulla formazione dei vortici polari. Ma sembra chiaro che la composizione degli strati profondi giochi un ruolo chiave.

In attesa di nuove missioni e dati più precisi, lo studio su PNAS segna un passo avanti importante nella conoscenza delle dinamiche interne di Giove e Saturno. Un viaggio che, tra simulazioni e osservazioni, continua a svelare i segreti dei giganti del nostro Sistema Solare.