Scoperta una proteina contro l’Alzheimer prodotta dai tumori

Scoperta una proteina contro l'Alzheimer prodotta dai tumori

Scoperta una proteina contro l'Alzheimer prodotta dai tumori

Giada Liguori

Gennaio 27, 2026

Wuhan, 27 gennaio 2026 – Una proteina prodotta dalle cellule tumorali, la cistatina C, potrebbe spiegare perché tumori e Alzheimer difficilmente si presentano insieme nella stessa persona. È il risultato di quindici anni di ricerche dell’Università di Scienza e Tecnologia di Huazhong, in Cina, pubblicate sulla rivista Cell. Secondo il gruppo guidato da Youming Lu, questa molecola sarebbe capace di rompere le placche amiloidi nel cervello, il marchio tipico dell’Alzheimer.

Cistatina C: la chiave nascosta tra tumori e Alzheimer

Gli scienziati hanno lavorato su topi con Alzheimer, impiantando loro tre tipi di tumore umano: polmone, prostata e colon. Quello che hanno visto nei laboratori di Wuhan ha colto di sorpresa il team: gli animali non sviluppavano le solite placche di proteine disordinate nel cervello. Lu ha detto che questo li ha spinti a cercare tra le proteine prodotte dai tumori qualcosa in grado di passare la barriera emato-encefalica.

La barriera emato-encefalica è come un filtro che protegge il cervello da sostanze indesiderate, un ostacolo difficile da superare per molte cure. Eppure, alcune proteine tumorali sembravano riuscirci. Dopo sei anni di analisi, i ricercatori hanno individuato un’unica sospettata: la cistatina C.

Come funziona: dalla cistatina C all’attivazione di Trem2

Altri esperimenti hanno aiutato a capire il meccanismo. La cistatina C si lega alle molecole che formano le placche amiloidi nel cervello. Questo attiva una seconda proteina, la Trem2, presente su alcune cellule immunitarie che sorvegliano il sistema nervoso centrale. Quando Trem2 si attiva, queste cellule – chiamate microglia – riescono a riconoscere e distruggere le placche.

“Da tempo cerchiamo molecole capaci di attivare Trem2 per combattere l’Alzheimer”, ha detto Lu a Nature, “ma finora senza risultati concreti”. La cistatina C, invece, sembra farlo in modo naturale, almeno nei modelli animali.

Una nuova strada per ricerca e cura

Questa scoperta apre una strada nuova per capire il rapporto tra cancro e malattie neurodegenerative. Da tempo si sa che tumori e Alzheimer si vedono poco insieme, ma mancava una spiegazione chiara. Ora, grazie a questo studio, si pensa che alcune molecole prodotte dai tumori possano proteggere il cervello.

In più, la possibilità di creare farmaci che imitino la cistatina C è un traguardo concreto per chi studia nuove cure. “Il passo successivo è vedere se questo meccanismo funziona anche nell’uomo”, ha spiegato Lu. Per ora, però, i dati sono solo su modelli animali.

Limiti e sfide per il futuro

Gli autori avvertono che servono altre conferme prima di pensare a una cura. “Siamo ancora lontani da un trattamento”, ha ammesso Lu, “ma la strada è chiara”. La comunità scientifica guarda con attenzione ai risultati pubblicati su Cell, soprattutto perché finora i tentativi di attivare Trem2 con farmaci non hanno dato i frutti sperati.

Come riporta Nature, questa ricerca cinese potrebbe spingere nuovi studi in Europa e Stati Uniti. Intanto, a Wuhan si lavora già alla fase successiva: testare la sicurezza e l’efficacia della cistatina C su modelli più complessi.

In attesa di conferme sull’uomo, questa scoperta aggiunge un pezzo importante al puzzle che lega tumori e Alzheimer. Un legame biologico che, fino a ieri, restava in gran parte un mistero.