Gas: il prezzo risale a 38,86 euro, segnali di ripresa nel mercato

Gas: il prezzo risale a 38,86 euro, segnali di ripresa nel mercato

Gas: il prezzo risale a 38,86 euro, segnali di ripresa nel mercato

Giada Liguori

Gennaio 28, 2026

Milano, 28 gennaio 2026 – Il prezzo del gas ha chiuso oggi in leggero aumento, mentre gli operatori del settore tengono d’occhio con attenzione sia il meteo sia le tensioni internazionali che muovono il mercato. Ad Amsterdam, punto di riferimento per i contratti europei, le quotazioni sono salite dello 0,26%, arrivando a 38,86 euro al megawattora.

Gas in rialzo ad Amsterdam: i numeri della giornata

Oggi il TTF (Title Transfer Facility) di Amsterdam – il principale scambio europeo di gas naturale – ha chiuso con un piccolo passo avanti. Gli scambi sono rimasti su livelli normali, con molti operatori che hanno preferito muoversi con cautela. “Il mercato resta molto sensibile alle notizie che arrivano sia dal meteo sia dalla politica internazionale”, spiega un analista di una grande società di trading energetico con base a Milano.

Freddo e tensioni internazionali spingono i prezzi

Il clima gioca un ruolo importante. Il freddo intenso degli ultimi giorni in alcune zone dell’Europa centrale e orientale ha fatto salire la domanda di gas naturale. Secondo l’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, il freddo durerà ancora qualche giorno, soprattutto in Germania e Polonia. “Se il gelo si protrae, i prezzi potrebbero salire ancora”, conferma un operatore attivo sul mercato olandese.

Sul fronte geopolitico, restano sotto osservazione le tensioni in Medio Oriente e le incertezze legate alle forniture dalla Russia. Le notizie su possibili tagli o interruzioni ai gasdotti principali – come Nord Stream e TurkStream – continuano a condizionare le mosse degli investitori. “Ogni minimo segnale di instabilità si riflette subito sui prezzi”, ammette un trader contattato nel primo pomeriggio.

Cosa significa per famiglie e imprese

I prezzi all’ingrosso si riflettono poi, con qualche settimana di ritardo, sulle bollette di case e aziende. Secondo Arera, l’Autorità per l’energia, il costo medio del gas per le famiglie italiane è rimasto stabile nell’ultimo mese, ma l’incertezza resta alta. “Siamo in una fase tranquilla, ma basta poco per cambiare rotta”, spiega una fonte di Altroconsumo.

Le imprese energivore, soprattutto nei settori chimico e manifatturiero, seguono da vicino l’andamento dei prezzi. “Anche un piccolo aumento può pesare sui costi di produzione”, sottolinea il responsabile energia di una grande azienda lombarda. In alcune zone del Nord Italia, dove l’industria consuma molto anche d’inverno, la volatilità del mercato è vista come un rischio concreto.

Cosa ci aspetta nelle prossime settimane

Gli esperti sono cauti sulle previsioni a breve termine. Le scorte europee di gas naturale restano ancora abbastanza piene – secondo Gas Infrastructure Europe, siamo al 78% – ma la situazione può cambiare in fretta, con ondate di freddo prolungate o nuovi problemi geopolitici. “La volatilità non sparirà presto”, dice un esperto incontrato a un convegno questa mattina a Torino.

Per ora, il mercato sembra puntare a una certa stabilità, almeno fino a fine inverno. Ma, come spesso succede, tutto dipenderà dagli eventi esterni: clima e geopolitica restano le variabili da tenere d’occhio.

Europa e strategie per non dipendere dal gas russo

A livello europeo, i Paesi dell’Unione continuano a spingere per diversificare le fonti e ridurre la dipendenza dal gas russo. L’Italia, in particolare, ha rafforzato negli ultimi mesi i legami con fornitori alternativi come Algeria e Azerbaijan. “La sicurezza energetica è una priorità assoluta”, ha ribadito ieri il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin durante un incontro con la stampa a Roma.

In sintesi, la giornata conferma come il prezzo del gas resti sotto la lente di ingrandimento di operatori e istituzioni. Un equilibrio fragile, tra freddo e tensioni internazionali, che continuerà a pesare su famiglie e imprese nelle prossime settimane.