Roma, 28 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund chiude oggi praticamente stabile, a 60,7 punti base, poco sopra i 59,4 punti della chiusura di ieri. Per gli operatori di Piazza Affari, questo conferma la fase di relativa calma che sta attraversando il mercato dei titoli di Stato italiani. Il rendimento del decennale italiano resta fermo al 3,46%, senza grandi scossoni nelle ultime ore.
Spread Btp-Bund, un piccolo aumento in un mercato cauto
La giornata è partita all’insegna dell’attesa. Gli investitori hanno tenuto d’occhio i movimenti dei principali titoli governativi europei, soprattutto italiani e tedeschi. Solo verso le 17:30, con i dati finali, si è visto un lieve allargamento del differenziale tra Btp e Bund. “Non è successo nulla di particolare – spiega un trader di una grande banca milanese –. Il mercato resta in equilibrio, in attesa delle prossime mosse della BCE”.
I volumi sono stati bassi, la volatilità contenuta. Fonti finanziarie di via XX Settembre sottolineano che il piccolo aumento dello spread non ha messo in allarme gli operatori. “Siamo su livelli normali”, dice un gestore obbligazionario. Qualche aggiustamento tecnico, qualche presa di profitto, nulla di più.
Rendimento del decennale italiano stabile al 3,46%
Il dato più importante è la tenuta del rendimento del Btp decennale, sempre al 3,46%. Un livello che si conferma da settimane. Gli analisti vedono in questa stabilità un segnale di fiducia degli investitori stranieri verso l’Italia. “Il rischio sul debito italiano non è aumentato”, nota un economista romano. Ma restano i dubbi sulle prossime decisioni di politica monetaria.
La Banca Centrale Europea segue con attenzione l’andamento dell’inflazione nell’Eurozona e non ha ancora detto se taglierà i tassi nel 2026. Solo allora – spiegano gli operatori – si capirà se la calma sui mercati obbligazionari durerà o se torneranno tensioni.
Europa ferma, occhi puntati sul Bund e sullo spread italiano
Nel resto d’Europa, i titoli di Stato si muovono poco. Il Bund tedesco resta il riferimento per la solidità finanziaria dell’area euro. In Italia, invece, il differenziale con i titoli tedeschi è sotto stretta osservazione di investitori e istituzioni. “Lo spread è un termometro della fiducia”, ricorda un funzionario del Tesoro incontrato a via Venti Settembre.
Nessuna reazione ufficiale da parte del governo o delle autorità di controllo. Il Ministero dell’Economia non ha commentato la chiusura odierna. Gli operatori guardano già alle aste di titoli pubblici di febbraio, considerate un test importante per la domanda estera.
Prospettive incerte ma stabile lo spread per ora
Guardando avanti, gli esperti pensano che lo spread tra Btp e Bund resterà vicino ai livelli attuali, a meno di sorprese sul fronte economico o geopolitico. “I fondamentali dell’Italia sono stabili”, dice un analista finanziario sentito nel pomeriggio. Ma non mancano le incognite: dalla crescita economica alle tensioni internazionali, fino alle scelte della BCE.
In sintesi, oggi il mercato dei titoli di Stato italiani ha vissuto una giornata tranquilla. Lo spread resta sotto controllo, il rendimento del decennale non si muove. Ma, come ricordano gli operatori, basta poco a cambiare il quadro: una dichiarazione a sorpresa, un dato macro che non torna o una crisi improvvisa possono stravolgere tutto. Per ora, però, la calma regge.
