Euro in ascesa: supera la soglia di 1,2 dollari

Euro in ascesa: supera la soglia di 1,2 dollari

Euro in ascesa: supera la soglia di 1,2 dollari

Giada Liguori

Gennaio 29, 2026

Milano, 29 gennaio 2026 – L’euro apre in rialzo sul dollaro, guadagnando lo 0,28% e portandosi a 1,1988. La reazione dei mercati arriva dopo che la Federal Reserve ha deciso di lasciare i tassi invariati, una mossa prevista ma che ha comunque mosso le carte tra le valute principali.

Euro in crescita dopo la pausa della Fed

Questa mattina, nelle principali banche di Milano, l’euro ha preso slancio sul dollaro, arrivando a livelli che non si vedevano da settimane. La Fed, ieri sera a Washington, ha confermato: niente aumento dei tassi per ora. “Abbiamo valutato i dati su inflazione e occupazione, per ora manteniamo la politica attuale”, ha detto Jerome Powell durante la conferenza stampa delle 20, ora italiana.

Gli operatori hanno mostrato prudenza all’inizio, ma già dalle contrattazioni asiatiche si è capito che la moneta unica si rafforzava. A Piazza Affari, poco dopo le 9, i terminal Bloomberg segnavano il cambio a 1,1988, con un +0,28% rispetto alla chiusura di ieri.

Mercati in attesa, ma con prudenza

L’atmosfera resta cauta. Gli esperti delle grandi banche, da Unicredit a Intesa Sanpaolo, ricordano che la scelta della Fed era ampiamente prevista. Però, questa pausa nella stretta sui tassi ha dato respiro alle valute concorrenti. “Il mercato si aspettava la conferma, ma ora guarda già alle prossime riunioni”, spiega un trader milanese che preferisce restare anonimo.

Secondo Reuters, la maggioranza degli investitori non si aspetta cambiamenti ai tassi almeno fino all’estate. Tuttavia, ogni parola di Powell viene seguita con attenzione: “Basta un piccolo cambiamento per far muovere il mercato”, ammette un analista di Morgan Stanley.

Cosa significa per le economie europee

Un euro più forte contro il dollaro pesa subito sulle esportazioni europee. I prodotti dell’Eurozona diventano più cari all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Asia. “Le aziende italiane che vendono negli USA dovranno affrontare margini più stretti”, spiega Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, contattato poco dopo l’apertura dei mercati.

Non solo industria: rischia anche il turismo. Un dollaro debole rende meno conveniente viaggiare in Europa per gli americani. “Dopo due anni di ripresa, potremmo vedere una frenata”, confida un operatore turistico romano.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Gli economisti invitano a non trarre conclusioni affrettate. “Il cambio euro-dollaro resta instabile e dipende da tanti fattori: inflazione, crescita, tensioni geopolitiche”, ricorda Silvia Ardagna, chief economist di Barclays Europe. Le ultime stime della BCE indicano che il cambio dovrebbe rimanere su questi livelli almeno fino a primavera.

Nel frattempo, tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse delle banche centrali. La Banca Centrale Europea si riunirà tra due settimane a Francoforte: anche qui non si prevedono sorprese sui tassi. Ma la volatilità è sempre dietro l’angolo. “Basta una frase fuori programma per cambiare tutto”, conclude un gestore di fondi milanese.

In attesa di nuovi segnali dalle autorità monetarie, il mercato segue ogni minimo movimento del cambio. Per ora, l’euro si gode un momento di forza sul dollaro, ma la partita è tutt’altro che chiusa.