La Fed fa una mossa audace: tassi fermi e sfida a Trump

La Fed fa una mossa audace: tassi fermi e sfida a Trump

La Fed fa una mossa audace: tassi fermi e sfida a Trump

Giada Liguori

Gennaio 29, 2026

Washington, 29 gennaio 2026 – La Federal Reserve ha deciso di lasciare i tassi di interesse fermi, mantenendoli tra il 3,50% e il 3,75%, ai livelli più bassi degli ultimi tre anni. Una scelta prevedibile, arrivata nel pieno delle tensioni politiche che agitano la banca centrale americana. Intanto, il presidente Donald Trump continua a mettere pressione sulla governance e sulla futura guida dell’istituto.

Fed sotto assedio: il nodo politica e tassi

Il voto del Federal Open Market Committee non è stato unanime: due governatori, Stephen Miran e Christopher Waller, hanno fatto opposizione, preferendo un taglio di un quarto di punto. Dietro questa spaccatura si intravedono anche le lotte interne alla Fed. Miran, nominato da Trump, è da sempre un suo uomo di fiducia. Waller, invece, è uno dei candidati che potrebbero prendere il posto di Jerome Powell alla presidenza.

Mantenere i tassi così com’erano è una mossa calibrata, ma arriva in un momento delicato. Trump non ha ancora scelto chi succederà a Powell. In corsa ci sono quattro nomi: oltre a Waller, ci sono Kevin Hasset, Kevin Warsh e Rick Rieder. Gli esperti di Wall Street, sentiti nelle ultime ore, puntano su Warsh o Rieder, ma la partita è tutt’altro che chiusa.

La nomina che fa tremare i mercati

Le parole di Trump su Truth, il suo social network: “Chiunque non sia d’accordo con me non diventerà mai presidente della Fed”, hanno subito fatto scalpore. I mercati temono che la scelta ricada su un uomo troppo vicino alla Casa Bianca, a rischio dell’indipendenza della banca centrale. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha cercato di calmare le acque: “Abbiamo quattro grandi candidati”, ha detto a un gruppo di investitori a New York. Ma il clima resta teso.

Non è solo la partita per la successione a preoccupare. Negli ultimi giorni il dollaro ha mostrato segni di cedimento rispetto alle valute principali. Per molti analisti, questo calo è il riflesso dell’incertezza che pesa sulla politica monetaria americana.

Scontri legali senza precedenti

Nel frattempo, Trump ha lanciato una serie di azioni legali contro la Fed senza precedenti. Ha chiesto alla Corte Suprema di poter rimuovere la governatrice Lisa Cook, nominata da Joe Biden. Non solo: è in corso anche una causa contro Powell, accusato di irregolarità nella ristrutturazione della sede centrale della banca. Fonti del Dipartimento della Giustizia sostengono che la Fed non ha ancora consegnato tutta la documentazione richiesta.

Powell, davanti ai giudici, ha definito il caso Cook “probabilmente il più importante nella storia della Fed”. Ha ricordato che anche Paul Volcker, suo predecessore, dovette testimoniare in passato davanti all’Alta Corte. Sulle domande riguardanti il suo futuro, Powell ha scelto di non rispondere.

Powell resta o se ne va? Un rebus aperto

Un’incognita riguarda proprio la permanenza di Powell nel board della Fed. Potrebbe restare come semplice membro fino al 2028, rompendo una tradizione consolidata che vuole i presidenti lasciare ogni incarico al termine del mandato. Una mossa che complicherebbe i piani di Trump per ottenere una maggioranza più favorevole nel consiglio.

Economia in ripresa, ma l’incertezza pesa

Sul fronte economico, Powell ha sottolineato che “l’attività economica è cresciuta con ritmo solido lo scorso anno e continua così anche nel 2026”. I consumi reggono e il tasso di disoccupazione si stabilizza. Tuttavia, la Fed mantiene un atteggiamento prudente: “La politica monetaria è adeguata – ha detto Powell – decideremo di volta in volta”.

Con la scelta del nuovo presidente ancora in bilico, il clima resta carico di tensione. I mercati guardano con attenzione ogni passo della Casa Bianca e della banca centrale. Per ora, la normalità sembra ancora un miraggio.